Tari, bollette scadute: è scontro «Ennesima beffa per le famiglie»

Teateservizi invierà 23mila avvisi per le prime due rate e per il conguaglio da pagare entro il 31 luglio L’opposizione alza le barricate: «Il regolamento prevede cinque soluzioni, ma non è stato rispettato»
CHIETI. Le 23mila bollette della Tari, in arrivo in piena estate nella cassetta della posta delle famiglie teatine già scadute, e i relativi conguagli da saldare obbligatoriamente in un’unica soluzione entro il 31 luglio per non finire nella lista nera dei morosi, spingono l’opposizione a contestare ferocemente la delibera approvata la scorsa settimana in aula e la «violazione» del regolamento comunale votato il 31 maggio scorso che invece prevede la possibilità di rateizzare la tassa sui rifiuti e spalmare i pagamenti in cinque diversi periodi dell’anno.
Il centrodestra, con in testa il capogruppo di Forza Chieti Stefano Costa, evidenzia come il tira e molla tra l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara e la Teateservizi, società in liquidazione che gestisce la riscossione delle imposte municipali per conto del Comune, più volte finita sull’orlo del fallimento e sempre salvata per il rotto della cuffia dalla maggioranza, abbia influito negativamente sul funzionamento del servizio e abbia determinato, come ulteriore contraccolpo, l’accumulo di mesi di ritardo nella predisposizione degli importi e nell’invio dei bollettini della Tari. «I cittadini, nel pieno delle loro vacanze, adesso dovranno affrontare una stangata», puntualizza Costa, «la Teateservizi invece di mandare i solleciti per gli arretrati potrebbe aprire un dialogo con le famiglie, proponendo un piano di rientro personalizzato in base alle loro necessità economiche. Invece così si mettono le mani nelle tasche dei teatini senza predisporre agevolazioni e rateizzazioni». Il riferimento è anche all’annuncio del liquidatore Luca Di Iorio che ha confermato la volontà di predisporre 7.700 solleciti di pagamento nei confronti di coloro che non hanno pagato la Tari dal 2016 ad oggi e altri 4.000 avvisi di accertamenti esecutivi. Il tutto per una cifra da recuperare che tocca i 10 milioni di euro.
Ci va giù duro anche la capogruppo di Fratelli d’Italia Carla Di Biase che rimarca l’urgenza di «un provvedimento di correzione» alla delibera sulla Tari approdata la scorsa settimana in aula perché «è sbagliato visto che non rispetta i criteri della rateizzazione in cinque soluzioni». Entro il 31 luglio, infatti, i contribuenti teatini si troveranno a dover saldare in un’unica soluzione l’imposta sui rifiuti oppure procedere con il pagamento delle prime tre rate, di cui due già scadute il 31 marzo e il 31 maggio, ma che non erano state emesse dalla Teateservizi. In sostanza, anziché pagare il tributo in cinque soluzioni come riporta il regolamento comunale, si potrà al massimo usufruire di tre rate. «La maggioranza a guida Ferrara ha dato l’ennesima prova di arroganza e incompetenza», insiste Di Biase ricordando la presentazione di una pregiudiziale da parte delle opposizioni, poi bocciata dal voto dell’assemblea.
La minoranza chiede al sindaco di tornare in aula per discutere della Tari prima della seduta, già fissata per martedì prossimo, che vede all’ordine del giorno la cessione del 49 per cento delle quote di Teateservizi ai privati, trasformandola in società a capitale misto pubblico-privato. «Ci ascoltassero una volta», prosegue Di Biase, «e dicessero, anche se tutti ormai lo sanno, che stanno sbagliando ogni provvedimento: atti presentati e poi ritirati, votati e annullati. Più volte abbiamo mostrato la nostra disponibilità a un confronto, ma siamo stati sempre derisi, per poi vedere avverarsi ciò che abbiamo preventivato. L’unica cosa certa è che i cittadini oltre al danno, l'aumento della tassa, pagheranno la beffa: con le bollettazioni scadute, infatti, non potranno più pagare in cinque rate ma in tre. Ci chiediamo per quanto tempo ancora la città deve rimanere vittima e ostaggio di tanta incompetenza, approssimazione e inefficienza».
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