Tassa di soggiorno a Chieti «Paghino anche i migranti»

Proposta di un consigliere di Forza Italia apre lo scontro con l’Udc e il voto salta Vitale: «Non solo hotel, anche i centri di accoglienza versino un euro al giorno»
CHIETI. La tassa di soggiorno non soltanto a carico dei turisti in vancanza a Chieti ma anche sui migranti ospitati al Villaggio della Speranza di Brecciarola e nella casa di accoglienza Mater Populi Teatini in via de Lollis. È questa la proposta del consigliere di Forza Italia Emiliano Vitale presentata ieri durante il consiglio comunale che avrebbe dovuto dare il via libera all’imposta sugli hotel e sui bed & breakfast. Ma dopo una seduta di giunta e altre 4 riunioni di commissione con 20mila euro di gettoni di presenza andati in fumo, il consiglio è stato sciolto per mancanza del numero legale proprio nel momento in cui sarebbe dovuta iniziare la discussione sulla tassa sugli alberghi.
È teso il clima nella maggioranza di centrodestra: il regolamento istitutivo era arrivato in aula già traballante dopo una prima bocciatura in commissione Statuto e Bilancio, lunedì scorso, con quasi tutti i consiglieri di maggioranza trincerati dietro la formula della «riserva», un modo per prendere tempo in attesa di eventuali chiarimenti su punti critici. E l’emendamento di Vitale ha avuto l’effetto di gettare benzina sul fuoco: il consiglio è stato aggiornato a venerdì, ore 9,30. In seconda convocazione, serviranno 14 voti favorevoli per far passare la proposta che equipara turisti e migranti: Chieti sarebbe il primo caso in Italia. Se l’emendamento passasse, i titolari delle strutture di accoglienza dovrebbero versare al Comune un euro al giorno per ogni migrante assistito per i primi 5 giorni di soggiorno distogliendo i fondi dai finanziamenti comunitari e nazionali. È la stessa tariffa per gli hotel 4 stelle (per le altre strutture la cifra è di 0,70 euro al giorno, sempre per i primi 5 giorni).
Forza Italia e il consigliere della Lega, Diego Costantini, potrebbero appoggiare l’idea di Vitale e un altro aiuto potrebbe arrivare dal gruppo misto con Stefano Rispoli. Ma l’emendamento di Vitale apre un altro fronte con l’Udc: dopo le dimissioni di Mario De Lio da presidente della commissione Bilancio in aperto contrasto con il sindaco Umberto Di Primio (Forza Italia), l’Udc potrebbe schierarsi contro la proposta che estende anche ai migranti la tassa di soggiorno. I consiglieri De Lio, Clara Ricciardi e Marco Russo, considerati vicini a suor Vera D’Agostino che gestisce il Villaggio della Speranza e alla curia, potrebbero rimandare la proposta al mittente. E Di Primio si ritroverebbe in imbarazzo. Per questo, la mediazione nel centrodestra è già iniziata: ci sono altri due giorni per decidere cosa fare. Di certo, Vitale non farà marcia indietro e non vuole ritirare la sua proposta: «L’emendamento», spiega il consigliere, «prevede che gli operatori economici che gestiscono le strutture di prima accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti asilo o protezione internazionale, versino anch’essi la tassa di soggiorno scorporandola dai finanziamenti che ricevono per il mantenimento dei migranti. Recependo una iniziativa portata avanti da Casapound e ispirata a un principio di equità sociale», continua Vitale, «chiedo di emendare, in tal senso, il regolamento. Auspico che i miei emendamenti vengano accolti e approvati con la più ampia convergenza». Vitale ha presentato anche un’altra proposta per blindare i proventi dell’imposta di soggiorno: «È necessario istituire un capitolo di spesa dove far confluire i proventi che devono finanziare solo gli interventi in materia di turismo, valorizzazione e promozione del territorio e della sua offerta ricettiva, manifestazioni ed eventi culturali e sportivi, manutenzione e recupero dei beni culturali e ambientali».

