«Tassa rifiuti aumentata del 127% in 5 anni»

D’Ortona (Fi): in altri comuni rincaro medio del 70%. Di Campli (Pd): ma prima c’era l’ecoristoro
LANCIANO. «In cinque anni di amministrazione del sindaco Mario Pupillo la tassa sui rifiuti è aumentata del 127,3%». Lo sostiene il capogruppo consiliare di Forza Italia, Manlio D’Ortona, critico sulle nuove tariffe Tari approvate in consiglio comunale con i soli voti della maggioranza. «In questi cinque anni di mandato Pupillo, la tassa sui rifiuti, per le attività produttive, è aumentata del 127,3%», afferma l’esponente dell’opposizione, «ossia rispetto al 2011 l’aumento è stato del 2,273. In altri termini, chi pagava 100 euro nel 2011 oggi ne paga 227,3. Negli altri comuni, secondo i calcoli della Cgia dal 2004 ai primi 11 mesi del 2014, tra gli incrementi più significativi c’è quello della tassa sui rifiuti, che è stato di oltre il 70%. Ovvero in un periodo molto ampio, pari a 10 anni, nei comuni italiani l'aumento medio è stato del 70% contro quello di 127,3% a Lanciano dal 2011».
La Tari, che più propriamente va definita tariffa perché legata alla gestione, deve, per legge, coprire l’intero costo del servizio, che per il 2015 è pari a 4.613.947 euro. «Questo è l'importo che pagheranno, complessivamente, i cittadini lancianesi nel 2015», continua D’Ortona, «una gestione più efficace può consentire un abbattimento dei costi e quindi meno tasse, a fronte di un servizio migliore e puntuale. Qui invece, a fronte di una città sempre più sporca, aumentano le tasse e con valori incredibilmente alti».
«D’Ortona dovrebbe ricordare che la precedente amministrazione poteva contare su 1.100.000 di ecoristoro», replica a stretto giro l’assessore alle finanze, Valentino Di Campli (Pd), «con queste somme in più in cassa, non avremmo di certo queste differenze nelle tariffe. Tanto più che comparare tariffe Tarsu e tariffe Tari, che hanno meccanismi diversi, è improprio e strumentale». (s.so.)
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