Tassa rifiuti, respinto il ricorso di 160 utenti

8 Giugno 2023

Il Tar di Pescara boccia la class action del 2019 sulla illegittimità del piano finanziario delle tariffe

VASTO. «Inammissibile». Con queste motivazioni il il Tar di Pescara ha rigettato il ricorso collettivo promosso da 160 cittadini che nel 2019 avevano intentato la class action affinché venisse dichiarato illegittimo il piano finanziario relativo alle tariffe della tassa sui rifiuti. I giudici amministrativi hanno accolto le eccezioni avanzate dal difensore dell’ente, l’avvocato Nicolino Zaccaria della civica avvocatura, ritenendo in particolare l’inammissibilità del ricorso collettivo stante la non soggezione di tutti i ricorrenti alla tassa sui rifiuti e alla luce della mancata impugnazione della delibera che ha approvato il piano finanziario. Il Tar di Pescara, inoltre, ha esaminato anche il merito della questione ritenendo, contrariamente a quanto sostenuto dai ricorrenti, che le tariffe Tari 2018 e 2019 non sono cambiate e inoltre che la legittimità dell’operato dell’ente è desumibile anche dalla successiva approvazione delle tariffe per gli anni 2020 e 2021 da parte dell’Arera (Autorità per energia ed ambiente).
«Dopo denunce, ricorsi e libri pubblicati, la sentenza del Tar ha acclarato che la Tari è giusta ed equa e che non ci sono state illegttimità», commenta il sindaco Francesco Menna, «un’altra vittoria dopo anni di strumentalizzazioni, fango e sgambetti. Un ringraziamento di cuore alla Pulchra, ai dirigenti comunali, all’avvocatura civica e al servizio finanziario del Comune».
La class action venne promossa dal M5S e 160 cittadini non esitarono a firmare il ricorso collettivo per ottenere l’annullamento del piano finanziario relativo ai costi di gestione del servizio per la raccolta dei rifiuti per l’anno 2019. I 160 contribuenti vastesi si affidarono, per la tutela dei loro interessi, a uno staff di legali formato dall’avvocato Arnaldo Tascione e dal professor Lucio Valerio Moscarini. Il ricorso collettivo venne basato sulla mancata riduzione della Tari che, secondo la tesi portata avanti dai pentastellati locali, doveva essere la logica conseguenza della diminuzione del canone annuo di circa 300mila euro, ottenuta dalla vendita della quota pubblica Pulchra detenuta dal Comune. (a.b.)
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