«Tasse alte, città bloccata ricatti e totale anarchia»

Castiglione e Musa accusano il sindaco dopo l’azzeramento della giunta Secondo l’opposizione la spesa corrente è ridotta all’osso e si rischia il default
ORTONA. Un bilancio "lacrime e sangue", con aumento delle tasse e una città paralizzata dalle beghe tutte interne al centrosinistra e al Pd cittadino. É l'accusa dei consiglieri di opposizione Franco Musa e Leo Castiglione che annunciano il loro voto contrario al bilancio di previsione 2015. E in una situazione di totale impasse politico, con l'azzeramento della giunta da parte del sindaco Vincenzo D'Ottavio, non è neanche certo che l'approvazione del rendiconto finanziario arrivi in aula in seconda convocazione venerdì. «Come si fa a votare un atto così importante per il futuro della città con questa situazione di ricatti e di totale anarchia che si respira a Palazzo di città?», sottolinea Castiglione, «il Comune rischia il default, lo abbiamo detto anche in sede di votazione del bilancio consuntivo, ma nulla è cambiato da allora». «Se si fosse votato il nostro emendamento sulla rimodulazione dell'addizionale Irpef per i meno abbienti», - rincara la dose Musa, «oggi non ci troveremo ad un passo dal baratro, avremmo intrapreso altre scelte e altre soluzioni. Riconosco che i mancati trasferimenti da parte del governo centrale ci sono, ma non è abbattendosi sulle famiglie che si risolvono le difficoltà».
Secondo i calcoli di Musa il Comune attualmente avrebbe una capacità di spesa corrente ridotta all'osso: «Se non si approva il bilancio subito», spiega il consigliere, «si ha solo un altro mese di spesa corrente, poi c'è il baratro. La città sta sprofondando, da mesi lanciamo l'allarme sulle difficoltà che incontrano le famiglie e sull'immobilità amministrativa, ma il sindaco pensa solo ad accontentare questo o quello schieramento. É una situazione drammatica oltre che penosa».
Gli aumenti di cui parlano Castiglione e Musa riguardano le tariffe per servizi a domanda individuale ovvero la retta per l'asilo comunale, le mense e il trasporto scolastico. «In questo modo si scarica completamente sulle famiglie meno abbienti il peso di questa situazione», attaccano i consiglieri che sottolineano l'importanza dell'emendamento, bocciato, sulla rimodulazione dell'addizionale Irpef. «Invece che far pagare a tutti lo 0,8% per fare cassa rispetto allo 0,6», spiegano gli esponenti dell'opposizione, «si sarebbe potuto esentare dall'aumento le famiglie con un reddito inferiore a 10mila euro. Il ricavo per le casse pubbliche sarebbe stato comunque consistente: 450mila euro invece che 550mila euro». Musa contesta anche la scelta di destinare 180mila euro per la mensa di solidarietà: «Non è aumentando i soldi per questa realtà che si restituisce dignità alle persone», rimarca, «bisogna trovare altri metodi, più duraturi, come il lavoro solidale e il baratto amministrativo. Soluzioni che non sono solo mero assistenzialismo, ma che concretamente ridanno dignità alle famiglie». Anche dal punto di vista degli investimenti per Musa e Castiglione, il bilancio di previsione dà pochissime certezze. «La città si trova ad un bivio», spiegano, «bisogna fare, e subito, delle scelte strategiche sul prg portuale, sugli investimenti della Wts, sul turismo. Finora si sono contratti invece mutui per argomenti da prima Repubblica, come asfalti qui e là e campi sportivi nelle contrade. Non si ha certo una visione lungimirante della macchina amministrativa».
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