Tasse, Ferrara va verso la revoca alla Teateservizi

Il sindaco e l’assessore Della Penna: la riscossione è troppo bassa, valutiamo proposte per affidare il servizio ai privati. E una società si è già fatta avanti
CHIETI. L’amministrazione Ferrara potrebbe revocare alla Teateservizi la riscossione delle tasse comunali e affidarla a un privato. Per ora è soltanto un’ipotesi ma è un’ipotesi suffragata da tre atti ufficiali in sequenza che minano alle basi la partecipata al 100% del Comune. In municipio, con le scadenze del predissesto che incombono, non c’è tanto tempo per decidere: entro i prossimi due mesi, il piano di riequilibrio finanziario dovrà essere approvato dal consiglio comunale e poi inviato a Corte dei conti e ministero dell’Interno. In questo clima, la delibera di giunta numero 73 appena approvata dice che «una delle principali cause che hanno determinato il ricorso dell’ente alla procedura di riequilibrio pluriennale è l’esposizione di cassa del Comune derivante prevalentemente dalla scarsa capacità di riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie». È un’accusa-bocciatura, l’ultima in ordine di tempo alla Teateservizi: il sindaco Diego Ferrara e gli assessori dicono che «è opportuno avviare un processo di innovazione e trasformazione digitale dei servizi pubblici locali». E in Comune, rivela la delibera, è già arrivata la proposta di una società «per sviluppare iniziative progettuali negli ambiti della gestione delle entrate comunali e della digitalizzazione dei servizi». «È prematuro parlarne», dice l’assessore alle finanze Tiziana Della Penna, «ora accoglieremo anche altre proposte dei privati e poi valuteremo il da farsi. Di certo, adesso, il servizio di riscossione della Teateservizi è scadente e bisogna renderlo efficace ed efficiente: è necessario anche alla luce del piano del predissesto». La delibera apre così ai cambiamenti: «Una diversa metodologia di gestione del processo di riscossione delle entrate comunali, preponderante e necessaria per l’elaborazione del piano di risanamento, deve incidere efficacemente sulla capacità di riscossione al fine di risanare le casse comunali».
Nei giorni scorsi, in un verbale allegato agli atti del bilancio approvato dal consiglio comunale, anche i revisori dei conti, guidati dal presidente Angelo Palombizio, avevano criticato la gestione della Teateservizi, denunciato il rischio perdite e messo in guardia il Comune. È la penultima contestazione alla partecipata delle tasse: «Il bilancio consolidato 2019 rappresenta in modo veritiero e corretto la reale consistenza economica, patrimoniale e finanziaria del Comune, fatta eccezione», avevano detto i revisori, «per la partizione relativa alla Teateservizi srl, atteso che la medesima non ha, ad oggi, ancora approvato il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2019 e che, considerate le problematiche sollevate dal proprio organo di vigilanza e controllo, si rende necessario un monitoraggio continuo, finalizzato ad evitare il venir meno della continuità aziendale, ovvero il verificarsi di un risultato di esercizio negativo, tenuto conto che eventuali perdite di esercizio influirebbero negativamente anche sul bilancio di previsione dell’ente controllante».
L’altolà dei revisori potrebbe accelerare le decisioni dell’amministrazione Ferrara sulla Teateservizi: l’amministratore unico nominato dall’ex sindaco Umberto Di Primio è Massimo Marchetti e ha un contratto fino al 2022; per il direttore generale, invece, la casella è ancora vuota visto che il posto lasciato libero da Antonio Barbone dal 31 maggio 2020 non è stato ancora assegnato.
Prima dei revisori, anche il dirigente Franco Rispoli aveva lanciato l’allarme sui conti in rosso dicendo che il Comune ha troppi debiti e contenziosi, incassa poco e, senza un correzione in corsa, andrebbe dritto verso il fallimento: quella relazione di 28 pagine era stata la prima spallata alla Teateservizi e aveva aperto la strada alla dichiarazione di predissesto.

