Tasse, il dilemma è tra aumenti e riduzioni

11 Ottobre 2014

Confronto tra giunta comunale e opposizione nel convegno di Polis Frentana. E giovedì si paga la Tasi

LANCIANO. I contribuenti lancianesi pagheranno più o meno tasse? Il dilemma resta. Maggioranza e opposizione, nel confronto organizzato dall’associazione Polis Frentana, mantengono posizioni contrastanti, supportate a colpi di numeri. Toccherà ai cittadini, alla fine dell’anno, trarre le conclusioni paragonando bollettini di pagamento con quelli degli anni passati. Il primo banco di prova è quello che ha scadenza giovedì prossimo, quando per la prima volta i lancianesi si troveranno a pagare la Tasi, la tassa sui servizi che sostituisce l’Imu sulla prima casa (sugli altri immobili, infatti, il Comune ha deciso di non applicarla).

Che quello delle tasse sia un tema scottante lo dice il salone della ex Casa di conversazione pieno e le domande che arrivano ai relatori dalla platea. «Di Tasi pagheremo meno perché nel 2013 lo Stato ha abolito l’Imu sulla prima casa e ha compresso le tariffe», dice Manlio D’Ortona (Forza Italia), uno degli amministratori chiamati a fare chiarezza nella giungla di tasse e aliquote con cui i cittadini sono alle prese in questi giorni, «ma il Comune di Lanciano ha scelto un’aliquota al 2,7 per mille su un massimo del 3,3: se l’avesse portata all’uno per mille, come proposto da un emendamento dell’opposizione in consiglio comunale, si sarebbe avuta quelle riduzione di un milione di euro che l’amministrazione Pupillo vanta. Rispetto al 2013 pagheremo 650mila euro in più».

«Abbiamo ridotto le tasse di un milione di euro», ribadisce l’assessore al bilancio, Valentino Di Campli (Pd), «lo evidenziano anche i revisori dei conti secondo cui le entrate tributarie passano da 21 milioni nel 2013 a poco più di 19 milioni nel 2014. Il problema di Lanciano è il mancato sviluppo urbanistico: ci sono pochi immobili, aumentati invece nei paesi vicini. E le aliquote, quindi, devono compensare la minor base imponibile». «I primi tre anni dell’amministrazione Pupillo sono stati caratterizzati da eccessiva tassazione», ribatte Paolo Bomba (Udc), «con le nuove tasse, a livello nazionale, 7 famiglie su 10 pagheranno di più, mi sembra strano che Lanciano sia un paradiso fiscale». «Il bastone non l’abbiamo dato addosso ai cittadini, ma l’abbiamo preso in testa noi amministratori», interviene il vicesindaco Pino Valente (Progetto Lanciano), che è stato a Montecitorio con altri 600 sindaci a incontrare il governo sui problemi dei comuni.

E se le tasse vanno comunque pagate, i cittadini chiedono almeno equità fiscale e servizi efficienti. Ognuno i conti se li farà nelle proprie tasche. A novembre c’è la prima rata della Tari, la nuova tassa dei rifiuti, a dicembre anche il saldo dell’Imu sugli immobili diversi dall’abitazione principale.

Stefania Sorge

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