Tavani: FdI in crescita avremo un ruolo decisivo

Il coordinatore provinciale: con Di Stefano vincente, 6 consiglieri e spazio in giunta Altolà sui prossimi ingressi: la nostra maglia si guadagna con lealtà. Oggi i big in città
CHIETI. «Adesso, con il 14%, siamo il secondo partito in città. È un grande numero. Ma è un risultato che abbiamo costruito da lontano: nel 2015 era difficile comporre la lista e avevamo appena lo 0,80%. A ogni elezione ci preoccupavamo di come superare il quorum mentre, adesso, senza presunzione, siamo una forza di governo stabile in tutte le amministrazioni di centrodestra. E siamo pronti anche per Chieti». Antonio Tavani, coordinatore provinciale di FdI, guarda avanti e, alle 11.30 di oggi, accoglie in città i big del partito di Giorgia Meloni: il governatore Marco Marsilio, il capo regionale Etel Sigismondi, consiglieri regionali e parlamentari, tutti insieme per tirare la volata al candidato sindaco del centrodestra Fabrizio Di Stefano.
Tavani racconta la crescita del partito: «In questi anni non siamo stati a guardare, abbiamo saputo costruire una proposta per la città e abbiamo sempre tenuto ferma la barra della credibilità: la politica è passione, idee al servizio degli altri ma senza credibilità non si va da nessuna parte. Noi siamo quelli che non hanno mai fatto accordi con il Pd e con il M5s: non facciamo inciuci e questo è importante per gli elettori. Abbiamo saputo cogliere la fiducia delle persone grazie ai nostri comportamenti. Del resto, senza la scelta delle persone la politica resterebbe un’arte teorica». Tavani candida FdI a ruoli di vertice in Comune: «Con la vittoria di Di Stefano, esprimeremo sei consiglieri comunali e, in giunta, avremo posti che competono al secondo partito della città visto che il primo, la Lega, ha già il sindaco. Insomma, avremo deleghe adeguate al nostro risultato elettorale e alla qualità delle persone che abbiamo piazzato tra i primi 10. Siamo un partito che si è saputo rinnovare: ci siamo circondati di forze nuove e di esperienza. Nell’ultimo anno e mezzo», continua il coordinatore chietino, «abbiamo mantenuto la barra dritta sul sindaco Umberto Di Primio e difeso i nostri rappresentanti in giunta: un partito vero non lascia indietro nessuno e questo lo dico anche a beneficio di qualche candidato che potrebbe essere rimasto deluso dai risultati del voto. Del resto, quando si corre in 32 in una lista importante, c’è la possibilità di arrivare primi o ultimi: di certo siamo grati a tutti e 32 i candidati che si sono impegnati per un risultato straordinario. E sono certo che la nostra comunità non si fermerà al 21 settembre». FdI è in crescita e in tanti potrebbero bussare alla porta. «Ora non bisogna chiudere il partito ma bisogna proteggerlo: è troppo facile, adesso, dire sto con FdI», osserva Tavani, «la maglia di FdI, oggi, bisogna guadagnarsela con la lealtà che è una cosa che in politica troppi dimenticano».
Tavani analizza i numeri del primo turno e invita il centrodestra a tornare unito: «Sei liste hanno acquisito oltre il 45% dei consensi senza Forza Italia: invito tutti a riflettere su questa percentuale, anche gli amici di Forza Italia che dovrebbero tornare a lavorare con noi. Resto fiducioso che gran parte dell’elettorato di centrodestra tornerà nel suo luogo naturale di elezione: al di là delle divisioni personali che hanno animato il primo round, dalle urne emerge che il 60% dei teatini vuole un governo di centrodestra e noi dobbiamo saper parlare a queste persone che hanno già scelto candidati e liste di centrodestra. Chieti ha bisogno di una guida sicura e sarà così con Di Stefano sindaco. Non si mette a rischio il futuro della città per questioni personali».

