Tavolini fuori dai bar, col nuovo regolamento autorizzazioni di 9 mesi

27 Giugno 2022

Pedane e coperture fuori dagli esercizi: verso la riorganizzazione L’assessore Troilo: i dehors sono vietati solo davanti alla cattedrale 

LANCIANO. Pedane, ombrelloni e coperture all'esterno di bar e ristoranti saranno consentiti fino a un massimo di nove mesi, dopo i quali andranno smontati, e utilizzando colori neutri. Tavolini e sedie restano vietati nell'area del sagrato della cattedrale della Madonna del Ponte, in piazza Plebiscito. È in arrivo il nuovo regolamento sui dehors, gli spazi all’aperto attrezzati fuori dai locali. L'amministrazione Paolini lo sta rivedendo in accordo con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo. L'accordo precedente, del 2019, era stato contestato da commercianti e associazioni di categoria per i limiti temporali (massimo 6 mesi) e di utilizzo delle aree pubbliche. Poi la pandemia ha spazzato via divieti e polemiche, e tavolini e sedie hanno fatto la loro comparsa anche su tutta l'area di piazza Plebiscito, per ovviare ai coperti ridotti all'interno dei locali a causa delle norme di distanziamento. Ma adesso si torna verso la normalità.
«I dehors non sono consentiti solo davanti alla cattedrale, perché c'è un vincolo specifico», spiega l'assessore al commercio, Maria Ida Troilo, che in questi mesi si è confrontata con l'architetto Emanuela Criber della Soprintendenza, «possono essere collocati solo sui lati della piazza. Anche sul Corso, zona novecentesca, tavolini e sedie sono consentiti. Su due criteri la Soprintendenza è tassativa: quello del decoro urbano nella scelta dei colori e dei materiali utilizzati, che deve rispettare una certa uniformità evitando soluzioni impattanti, e il criterio della temporaneità. I dehors dopo un certo periodo di tempo vanno smontati. Nel nuovo regolamento stiamo valutando la possibilità di consentire la permanenza fino a un massimo di 9 mesi». Anche l'idea di smontare e rimontare le strutture non è mai piaciuta agli imprenditori, poiché comporta costi notevoli.
«Voglio convocare titolari di bar e ristoranti», dice l'assessore Troilo, «per far capire loro che se si mettono d'accordo e acquistano una stessa tipologia di dehors possono avere gli sgravi e poi utilizzarli ovunque. Nell'arco di 6-7 mesi uscirà un decreto attuativo, nel quale saranno indicate le zone dove l'autorizzazione per l'installazione di dehors va richiesta e concessa dalla Soprintendenza. Ma se facciamo un regolamento come si deve, e lo stiamo finendo di preparare, e poi l'accordo con la Soprintendenza, a quel punto l'autorizzazione diventerà una formalità». Le concessioni per l’occupazione del suolo comunale, rilasciate alle attività di pubblico esercizio già per l'emergenza Covid, sono state intanto prorogate fino al 30 settembre. Dal 1° aprile, però, si è tornati a pagare il canone unico di occupazione. «Mi sono battuta affinché ci fossero gli sgravi», precisa l'assessore Troilo, «con la precedente amministrazione si pagavano 75 euro al metro quadro all'anno per l'occupazione sia nel caso di dehor che di tavoli e sedie. Adesso il canone è stato abbassato a 50 euro nella zona 1, il centro urbano, e a 35 euro nella zona 2, le contrade; lo stesso vale per i chioschi. Non è stato facile ottenere questa revisione dei canoni, perché i soldi non ci sono. Inoltre con l'Ica, la società che riscuote i tributi, stiamo valutando un canone annuo che faccia risparmiare rispetto alla tariffa mensile: il ristoratore paga l'occupazione per un anno, poi al nono mese smonta il dehor e al suo posto mette i tavolini. In questo modo pagherà di meno. Usciamo da una pandemia», conclude Troilo, «i commercianti vanno aiutati».
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