Tea Tanti, si alza il sipario Divertimento assicurato

7 Dicembre 2016

Alla compagnia di Chieti l’ultimo spettacolo di teatro dialettale abruzzese «La nostra storia è nata per caso ma abbiamo tutti passione e sorriso»

CHIETI. “Aspettando il Premio Marrucino”: arriva al termine la manifestazione all’insegna del teatro dialettale abruzzese con lo spettacolo “La case de repose (o è nu manecomie?)” per la regia di Franco Mammarella, il tutto il prossimo 18 dicembre nell’auditorium del Supercinema dalle 17,30, come di consueto. Un gran finale che va a coronare un percorso artistico portato avanti dall’associazione culturale i “Tea Tanti” che iniziarono l’avventura lo scorso ottobre, alla riscoperta delle radici teatine e abruzzesi. Tanti gli attori sul palco per l’ultima rappresentazione: Paolo Pieretti, Angelo Pasquantonio (che è anche lo scenografo della compagnia), Maria Piattone, Giovanni Ricci, Antonio Gentile, Lando Mantini, Rita Valerio, Stefania Saia, Pina Damiani, Franco La Cioppa, Liliana Casu, Luca Di Luzio, Rossana Giannini e lo stesso Franco Mammarella che si fa anche attore, tutti con i costumi di Loredana Olaru. Un cast numerossissimo che darà vita a una commedia con miriadi di personaggi esilaranti: dottori, dive come Gina Brigida, Carmine il balbuziente, Bernardo detto do-do, Antonio l'armonicista e Pierino il postino. E poi ex insegnanti di matematica e di italiano, infermiere, traduttrici e chi magicamente verrà soprannominato Scardapuzza. Pur non svelando troppo, però, un personaggio chiave si rivela già dalla trama sottesa: il dottor Brambilla, milanese, uomo del nord, arriverà per la prima volta da ospite nella casa di riposo “Villa Arzilli”. Lì farà incontri ravvicinati con personaggi molto particolari (che forse già si svelano così al pubblico se non fosse per i loro nomignoli). Perché ognuno di loro ha un difetto, come d’altronde è umano e giusto che sia. E poi, dicono dalla compagnia con la solita ironia «nella terza età, chi è senza difetto scagli la prima pietra...se ne ha la forza».

Insomma, storie e format che si mescolano con originalità ed estrema simpatia, perché sulla scena ci sarà anche un «dottore finto e il finto dottore finto». Il divertimento sembra assicurato, soprattutto quando l’amore per lo scherzo e per i giochi di parole non riesce a fare a meno di esternarsi.

Ma qual è la storia dei Tea Tanti? Come ricordano i soci «molti fatti delle storie personali o di gruppo nascono per scommessa o per caso». E continuano ironicamente «anche nel campo scientifico molte opere sono nate dal caso». Ed è proprio nello spettacolo della casualità che nasce l’associazione culturale, un gruppo di persone tra loro sconosciute all’inizio della loro avventura comune, ma i cui passi hanno portato a condividere «fra tante difficoltà», ricordano dall’associazione «la stessa passione per il teatro e qualche sorriso». Ma soprattutto, un quesito: perché “Tea Tanti” la parola prescelta dagli attori? «Il nome vuole fondere insieme l’antico nome della nostra città teatrale, che deriva da Teate, che deriva da Teti: madre di Achille». E la ragione dell’associazione? «Il teatro», rispondono con fermezza gli attori amici. (e.r.)