Teateservizi, cambio societario: ingresso dei privati entro l’anno

17 Luglio 2023

La maggioranza tira dritto sulla gara per cedere il 49% delle quote: «Così migliorerà la riscossione» Opposizione contraria alla vendita. Oggi l’esame della delibera in commissione, ecco cosa prevede

CHIETI. La trasformazione della società in house Teateservizi in liquidazione in società mista pubblico-privata, con il 49 per cento delle quote cedute a un privato «qualificato per la riscossione», così si legge sulla delibera, approda oggi in commissione e domani in consiglio comunale. La maggioranza tira dritto e punta a una gara pubblica a doppio oggetto per razionalizzare i servizi e migliorare la gestione di un servizio fondamentale per la collettività. L’obiettivo è concludere la ristrutturazione «entro l’anno in corso» in considerazione della nuova situazione finanziaria che ha imposto al Comune la dichiarazione di dissesto.
Per la trasformazione societaria occorrerà in via preliminare la verifica della fattibilità «mediante la redazione di un piano finanziario», si legge sull’atto di indirizzo che andrà all’esame della commissione Bilancio e del consiglio comunale, «l’individuazione delle modifiche statuarie necessarie e di ogni altra determinazione sugli effetti tecnico-giuridici della trasformazione, in sede di redazione del bilancio stabilmente riequilibrato». L’amministrazione del sindaco Diego Ferrara ha già commissionato uno studio sulle criticità, dal quale si evince che l’esternalizzazione, mediante il ricorso al partenariato pubblico-privato comporti un’esecuzione della riscossione «relativamente rapida» più altri vantaggi quali «l’incremento della qualità del servizio, la condivisione del rischio di impresa» e l’aumento delle entrate derivanti dalla cessione delle quote. Ma ci sono anche una serie di svantaggi come la «perdita di esclusività nelle funzioni di indirizzo e controllo, condivisione degli utili, riduzione dell’autonomia rispetto al soggetto esterno fornitore del servizio» e, infine, oltre alla «complessità dell’operazione», anche la «delicatezza del processo di valorizzazione del pacchetto da cedere». Rischi che portano l’opposizione ad avanzare dubbi sulle finalità del percorso di ristrutturazione di Tetaeservizi, «anche in considerazione della pronuncia del tribunale fallimentare sul concordato preventivo, attesa per settembre», rileva Mario Colantonio (Lega) chiosando che «non ci sono i presupposti per un lavoro sereno». Maurizio Costa (Forza Chieti) si dice contrario alla vendita ai privati «perché questa soluzione non andrà a sanare i debiti della società, pari a 4 milioni di euro». «La delibera», prosegue Costa, «è in contrasto con l’articolo 7 dello statuto di Teateservizi che prevede che le quote sono indivisibili e inalienabili. Quale privato è disposto a immettere nuovi capitali e accollarsi circa 2 milioni di debiti di una società il cui valore non è stato mai stimato e il cui capitale non c’è?», si chiede il consigliere di minoranza.
La maggioranza, invece, ritiene la cessione parziale delle quote al privato «altamente qualificante» per «recuperare maggiori livelli di riscossione nelle varie fasi (ordinaria e coattiva)». L’esigenza di affiancare la società con un nuovo partner e con nuove tecnologie è contemplata anche nelle linee guida del piano di concordato presentato dal liquidatore Luca Di Iorio e approvate dal consiglio comunale. La necessità, si legge nel documento da votare in consiglio, è di «avviare un percorso di miglioramento dello strumento societario oggi esistente con l’apporto di un soggetto qualificato in materia di gestione tributi, tenuto conto della specificità e complessità della materia, tale da dover necessariamente determinare significativi cambiamenti all’interno della compagine societaria che possa essere di svolta e miglioramento nella gestione di un servizio fondamentale per la vita finanziaria del Comune di Chieti».
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