Teateservizi, caos e conti in rosso Il caso arriva davanti al prefetto

Ferrava va da Forgione dopo la decisione di avviare l’iter per mandare via l’amministratore unico: «In ballo c’è il futuro dei lavoratori, voglio condividere il percorso da fare per rilanciare la partecipata»
CHIETI. Una «decisione necessaria per ridare slancio alla società». Così il sindaco Diego Ferrara spiega la gesta di mandare via l’amministratore di Teateservizi, Massimo Marchetti.
Teateservizi è la società a capitale interamente pubblico di proprietà del Comune che gestisce i servizi di riscossione, di gestione dei parcheggi a pagamento e i servizi cimiteriali. Da anni si trova in cattivissime acque. Tanto è vero che non riesce a chiudere i bilanci. Sulla situazione della società pubblica la nuova amministrazione comunale ha avviato uno studio profondo affidando la ricognizione dello stato economico-finanziario alla Kpmg, società specializzata nella revisione e organizzazione contabile, nella consulenza manageriale e nei servizi fiscali, legali e amministrativi. Dopo mesi di lavoro, la società specializzata ha detto quanto era già da tempo noto, ossia che la società è gravata da numerosi problemi, sia di personale che di gestione e controllo. La decisione di avviare l’iter per la revoca dell’amministratore unico, a sei mesi dalla scadenza naturale del contratto, è arrivata due giorni fa.
Ieri il sindaco ha giustificato la decisione dicendo di aver riscontrato «gravi lacune nella gestione della società». Sempre nella giornata di ieri Ferrara ha detto di aver messo al corrente il prefetto Armando Forgione della situazione. Ad aver interessato il prefetto sono stati anche i sindacati, dopo aver decretato lo stato di agitazione del personale nella battaglia per la stabilizzazione dei precari. «Si tratta di informazioni dovute, essendo in corso la procedura di raffreddamento dello stato di agitazione dichiarato dai sindacati rappresentativi dei lavoratori precari di Teateservizi», ricorda infatti il sindaco, «va detto che a motivarci è stata anche la mancata soluzione al problema dei lavoratori, persone che rappresentano una priorità per questa amministrazione; oltre alla non approvazione dei bilanci degli esercizi 2019 e 2020; alla scarsa efficacia dell’azione della società sul fronte delle entrate dell’ente; non sottacendo le difficoltà legate all’apertura del tunnel, a cui lavoriamo indefessamente da un anno e che è affidato in gestione proprio a Teateservizi, a cui consta la formazione del personale addetto a questa infrastruttura, che vogliamo restituire al più presto alla città, interrompendo un’inerzia che consideriamo immorale. Con Forgione», fa sapere il sindaco, «comincerà, di fatto, un percorso aperto e trasparente di condivisione dei passi che dovranno portare alla tutela delle maestranze e al rilancio della partecipata, perché ci sembra oltre che opportuno, doveroso, dare informazioni chiare sulla situazione ai lavoratori, i quali non hanno colpe, ma diritti che devono poter essere onorati. Ci troviamo di fronte a una situazione sicuramente spiacevole», conclude Ferrara, «che avremmo sperato di non dover affrontare e che, mi preme sottolinearlo, non è mossa da motivazioni personali nei confronti dell’attuale amministratore. Purtroppo le inerzie riscontrate sono gravi e, conoscendolo, voglio pensare che nascano più da cattivi consigli, che da incapacità amministrative».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

