Teateservizi, fallimento vicino Il commissario: no al concordato

27 Giugno 2023

Il professionista nominato dal tribunale boccia l’ipotesi alternativa al crac: «Non ci sono le condizioni» L’opposizione va all’attacco: «Ennesima figuraccia, ora il sindaco e gli assessori devono dimettersi»

CHIETI. «Alla data della presente relazione, non sussistono le condizioni di ammissibilità del concordato». Si chiudono con queste parole le 59 pagine della relazione del commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi che boccia la possibilità di un concordato per Teateservizi. Se la bocciatura dovesse essere definitiva, per la partecipata si aprirebbero le porte del fallimento chiesto dalla Procura. La relazione arriva proprio nel giorno in cui in conferenza capigruppo viene presentata l’attesa delibera per salvare la società pubblica. Troppo tardi, al commissario giudiziale la delibera potrà arrivare solo dopo il via libera del consiglio comunale che la conferenza capigruppo ha stabilito per giovedì prossimo.
CONCORDATO BLOCCATO
Nella sua relazione il commissario giudiziale spiega la bocciatura con questa motivazione: "Non essendo stato rinnovato il contratto di servizio alle condizioni stabilite dal Consiglio comunale nella deliberazione 27/03/2023 n. 296, viene inesorabilmente meno il presupposto su cui è fondato l’intero piano e di conseguenza non sussistono le condizioni di ammissibilità del concordato». È per questo motivo che il liquidatore Luca Di Iorio ha chiesto con insistenza il nuovo contratto di servizio della società pubblica. Il concordato si regge, infatti, proprio sul nuovo contratto di servizio che prevede costi maggiori per il servizio della riscossione. Costi maggiori che, però, il Comune al momento non può assicurare. Il nuovo contratto di servizio doveva essere consequenziale alla delibera del 27 marzo scorso, richiamata da Corvi, e invece dal 27 marzo al Comune non si è più mosso nulla per Teateservizi. Questo perché il 20 aprile scorso la Corte dei conti ha bocciato il piano di predissesto presentato dal Comune e ha decretato il dissesto, che l’ente ha dichiarato nella burrascosa seduta consiliare dello scorso 22 giugno.
TEATESERVIZI AI PRIVATI
La nuova delibera su Teateservizi, attesa dallo scorso 27 marzo, è arrivata solo ieri mattina all'attenzione della conferenza capigruppo, che è l’organo che si occupa della convocazione del consiglio comunale per l’adozione della delibera stessa. La delibera non contiene l’aumento del costo del servizio di riscossione, il cosiddetto aggio, voluto dal piano di concordato per risanare la società pubblica, ma pone le basi perché ci possa essere in futuro. E lo fa trasformando la Teateservizi in una società pubblico-privata, con il 51% delle quote che resta al Comune. La delibera dispone anche «la prosecuzione del rapporto contrattuale in corso» con Teateservizi e dunque assicura la continuità aziendale chiesta dal tribunale. E quindi l’amministrazione comunale, sulla base di questo presupposto, spera che la possibilità di mandare avanti il concordato non sia completamente preclusa, nonostante la relazione negativa del commissario giudiziale.
OPPOSIZIONE ALL'ATTACCO
La notizia della bocciatura arriva tra le file dell’opposizione che parte subito all’attacco. Il capogruppo di Forza Chieti Maurizio Costa parla di «debacle amministrativa» e chiede le dimissioni di sindaco e giunta per «acclarata incapacità». Parla anche il gruppo Lega: «Prendiamo atto della decisione del commissario giudiziale che sancisce, se ce ne fosse ulteriore bisogno, l’assoluta incapacità di questa giunta che convoca un consiglio comunale per giovedì prossimo quando ormai gli organi giudiziari si sono già pronunciati in maniera chiara acclarando l’inefficienza dell’azione dell’amministrazione comunale. A questo punto anche i consigli comunali convocati per giovedì e lunedì alla luce di questa relazione risultano inutili. Bocciato il concordato, è necessario concentrarsi ora su come guidare il percorso fallimentare di Teateservizi nell’ottica della salvaguardia dei lavoratori che vedono pregiudicata la loro posizione lavorativa».