Teateservizi, Ferrara dal giudice In bilico il futuro dei lavoratori

Il sindaco in tribunale insieme agli assessori Cassarino e Della Penna per riavviare la riscossione Oggi si discute al Tar il ricorso sul contratto per la gestione dei tributi: il servizio è fermo da due mesi
CHIETI. Mentre i sindacati di Teateservizi si rivolgono al prefetto a tutela dei lavoratori, sospesi dal servizio il 27 febbraio scorso, il sindaco Diego Ferrara incontra il giudice delegato Marcello Cozzolino e il curatore fallimentare Guglielmo Flacco nella speranza di poter sveltire l’iter procedurale. Ma l’incontro, svoltosi ieri mattina in tribunale, non produce sostanziali novità. Anzi, il curatore si è detto a dir poco sorpreso nell’apprendere che il Comune non ha intenzione di chiedere il rinvio del ricorso al Tar nell’udienza prevista per la giornata di oggi.
Una notizia che rischia di creare un ulteriore ostacolo lungo la strada che ha il doppio obiettivo di tornare a riscuotere i tributi comunali e far tornare a lavoro i dipendenti senza più stipendio né ammortizzatori sociali. Il curatore ha sin da subito mostrato disponibilità a chiedere al giudice l’esercizio provvisorio, l’unica strada che permetterebbe ai dipendenti della società fallita di ritornare al lavoro, ma è stato costretto a segnalare il fatto che sul contratto che proroga il servizio di riscossione alla società fallita pende un ricorso al Tar sollevato dall’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato), ricorso che si discute oggi.
Nell’incontro del 30 aprile scorso tra Comune, Agcm e curatore era stato deciso che nell’udienza di oggi si sarebbe chiesto un rinvio per avere il tempo sufficiente affinché, sanate le due problematiche che hanno dato il via al ricorso da parte dell’Autorità garante, la stessa Agcm avrebbe potuto avallare la proroga contrattuale e, in base a un contratto non più sub iudice, il curatore avrebbe potuto chiedere al giudice l’esercizio provvisorio. Ma nell’incontro di ieri l’assessore Massimo Cassarino, che ha accompagnato il sindaco insieme all’assessore Tiziana Della Penna, ha posto dubbi sul fatto che il Comune avrebbe avuto facoltà di chiedere il rinvio, richiesta che, a suo dire, sarebbe toccata solo al ricorrente, vale a dire all’Agcm. Una considerazione che ha destato sorpresa oltre che perplessità nell’avvocato Flacco per cui esporsi a una sentenza «non risolve il problema neanche nel caso il Tar dovesse bocciare il ricorso, perché ci sarebbe la possibilità di ricorrere al secondo grado di giudizio che allungherebbe oltremodo i tempi». Tempi che, a questo punto, ha ribadito il curatore, «dipendono solo dal Comune e da come intende muoversi». Il giudice delegato al fallimento, pur non esprimendosi, avrebbe comunque avallato la strada promossa dal curatore, come la più idonea e la più veloce. Nell’incontro del 30 aprile, infatti, l’Agcm si era detta disponibile a venire incontro al Comune nel caso venissero sanate le due cause di illegittimità rilevate in relazione alla proroga del servizio di riscossione. Cosa che la giunta ha dato mandato agli uffici di fare, così come era stato chiesto dall’Autorità garante.

