Teateservizi, il Comune va avanti Ma è polemica per le consulenze

Ferrara tira dritto: pagheremo i 300mila euro chiesti dal liquidatore solo se verrà evitato il fallimento Domani il caso viene discusso in consiglio ma l’opposizione attacca: la giunta scarica le responsabilità
CHIETI. La società di consulenza imprenditoriale, amministrativo-gestionale e di pianificazione aziendale Pricewaterhouse Coopers Business Services S.r.l riceverà da Teateservizi un compenso di 158.600 euro, l'avvocato pescarese Carlo Montanino un compenso di 110.880 euro, il commercialista pescarese Giancarlo Liberato un compenso di 26.460 euro, il commercialista teatino Paolo Palumbo un compenso di 17.010 euro. Complessivamente si tratta di consulenze per 312.950 euro.
Sono le consulenze che ha chiesto e ottenuto il liquidatore Luca Di Iorio per evitare il fallimento della società comunale che si occupa della riscossione dei tributi, della gestione dei servizi cimiteriali e di quella dei parcheggi a pagamento.
Ieri pomeriggio si è svolta l'assemblea dei soci e il Comune, socio unico, attraverso il sindaco Diego Ferrara ha dato mandato al liquidatore di portare avanti il piano concordatario e di affidare le consulenze.
«Con una clausola», spiega il sindaco, «che i professionisti richiesti dal liquidatore otterranno i loro compensi solo se raggiungeranno gli obiettivi fissati». L'obiettivo principale è quello di evitare il fallimento chiesto anche dalla Procura di Chieti.
Il fallimento di Teateservizi potrebbe, infatti, trascinare in default l'intero Comune di Chieti che già si trova in un precario stato di predissesto.
Una volta evitato il fallimento, il liquidatore provvederà a stilare un progetto di rilancio della società, attraverso un nuovo piano industriale.
E non è detto, a questo punto, che la società continui a gestire tutti i servizi di cui si occupa in questo momento. Di tutto questo si parlerà nel consiglio comunale di domani pomeriggio, convocato dal presidente Luigi Febo con un solo punto all’ordine del giorno: la delibera di giunta che dà mandato al liquidatore di andare avanti nella strada ipotizzata per scongiurare il fallimento della società.
La necessità di assegnare consulenze per oltre 300mila euro ha però suscitato allarme, non solo all'interno dell'opposizione, ma anche tra le file della maggioranza. A partire dal fatto che non tutti volevano portare la decisione in consiglio comunale. Tanto è vero che la prima riunione della conferenza capigruppo per la convocazione dell'assise civica sul punto era saltata e la vicepresidente del consiglio comunale Silvia Di Pasquale aveva abbandonato la seduta ammonendo di «stare attenti» alla delibera da portare in aula. «La fretta è cattiva consigliera», commenta dall'opposizione il capogruppo di Chieti Viva, Giampiero Riccardo, «è noto questo detto popolare sui rischi di voler fare cose importanti in gran fretta. Evidente non lo conosce il sindaco Ferrara, che nonostante conoscesse dal 23 maggio la necessità e l’urgenza della deliberazione richiesta dal liquidatore per la presentazione della domanda di concordato, ha atteso solo oggi per pronunciarsi e richiedere un consiglio comunale su Teateservizi. Nel merito della deliberazione sottoposta al voto del Consiglio, noi della minoranza riteniamo che la delibera sia incompleta ma soprattutto che in questa fase preliminare sia esclusività della giunta la competenza sugli indirizzi aziendali. Il sospetto è che si stia cercando di scaricare sul Consiglio le responsabilità su decisioni già prese altrove».
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