Teateservizi, il consiglio approva il piano per evitare il fallimento

Il liquidatore della società ora potrà presentare la richiesta di concordato come auspicato dal sindaco Ma la maggioranza rischia di spaccarsi al momento del voto: Ferrara alza la voce, l’intesa in extremis
CHIETI . La legittimazione del consiglio comunale c’è: il liquidatore della società pubblica Teateservizi può andare avanti con la presentazione del concordato, che sospende la procedura fallimentare, e affidare oltre 300mila euro di consulenze per riuscire nell’impresa. Ieri la seduta consiliare con all’ordine del giorno un solo punto: la presa d’atto delle azioni messe in campo per evitare il fallimento della società che gestisce tributi, cimitero e strisce blu. La delibera ha rischiato di non passare: visto che il sindaco Diego Ferrara, nell’assemblea dei soci di mercoledì pomeriggio, ha già dato il via libera a quanto chiesto dal liquidatore, la ratifica del consiglio comunale a cose fatte non è piaciuta non solo all’opposizione ma anche a parte della maggioranza. Si è rischiata la spaccatura della coalizione, poi rientrata dopo una sospensione della seduta chiesta proprio dalla maggioranza per un chiarimento interno.
Alla fine ci sono stati 18 voti favorevoli con un solo consigliere, Alberto Chiavaroli (lista Ferrara) che non ha voluto assumersi la responsabilità del voto. Ma non era tanto Chiavaroli a far paura alla maggioranza, quanto la dichiarazione di astensione del consigliere Edoardo Raimondi (la Sinistra con Diego) sulla cui scia si ipotizzavano anche altre due astensioni. Raimondi ha spiegato di volersi astenere perché riteneva il consiglio comunale inutile e ha criticato la gestione dei lavori consiliari e delle commissioni: «La gestione dei lavori di questo Consiglio», ha detto in aula, «sembra reiterare un atteggiamento che ignora aspetti organizzativi fondamentali, finalizzati a garantire trasparenza e lucidità di analisi su atti che giungono nei tavoli di commissione sempre troppo tardi». Il consigliere si è detto poi “stupito” del fatto che la delibera su Teateservizi sia arrivata in aula, perché il Consiglio «ora non ha competenza né possibilità di esprimersi nel merito in quanto mancano dati di bilancio certi» (l’ultimo bilancio di Teateservizi approvato è quello del 2019). Vista la situazione traballare, con la minoranza pronta ad approfittarne, il capogruppo di Chieti c’è Vincenzo Ginefra ha chiesto una sospensione. È stata la svolta che ha permesso allo schieramento di ritrovare compattezza e approvare l’atto. E pare che nei pochi minuti di riunione a porte chiuse anche il sindaco si sia fatto sentire. Raimondi ha ripreso la parola e ha dichiarato di voler cambiare la dichiarazione di voto, precisando di non cambiare idea nel merito, «l’inutilità di questo passaggio», ed esplicitando una condizione: il cambiamento delle modalità di gestione del consiglio comunale e dei gruppi consiliari, perché ne va «della dignità politica e amministrativa di tutti i consiglieri». Ad illustrare la delibera su Teateservizi è stato il sindaco in persona, che ha ripercorso il difficile cammino della società pubblica affrontato tra ostacoli ed emergenze. «È vero che il Consiglio avrebbe dovuto pronunciarsi prima», ha detto rispondendo alle polemiche, «ma è anche vero che mai avremmo evitato il fallimento della società, se non avessimo, comunque, proceduto anche in assenza di una deliberazione consiliare: un atto che soltanto oggi, dopo il grande lavoro del liquidatore, della giunta e dei gruppi consiliari, ha potuto essere confezionato con un indirizzo politico-amministrativo chiaro e rimarcato».
Ha chiuso la seduta il capogruppo Pd Filippo Di Giovanni che dato atto al sindaco «di averci messo la faccia, mettendo firme, assumendosi responsabilità di decisioni prese in strettissimo tempo ed è giusto che sia assistito in consiglio comunale».
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