Teateservizi, il futuro è incerto: oltre 40 dipendenti in agitazione

23 Maggio 2023

Oggi l’incontro tra sindacati e liquidatore per discutere del piano di risanamento della municipalizzata Preoccupa la tenuta dei livelli occupazionali a seguito della cessione di servizi cimiteriali e parcheggi

CHIETI. Il futuro incerto della Teateservizi, la società pubblica incaricata della riscossione dei tributi municipali, spinge gli oltre 40 lavoratori a proclamare lo stato di agitazione. L’assenza di garanzie sulla tenuta dei livelli occupazionali dei lavoratori, unita alla presentazione delle dimissioni del liquidatore Luca Di Iorio e alla mancata attuazione dell’aumento del costo della riscossione di Imu e Tari (il cosiddetto “aggio” rimodulato con la delibera contenente le linee guida del piano di risanamento della municipalizzata in liquidazione, approvata in consiglio comunale il 27 marzo scorso), ha convinto le sigle sindacali a convocare un incontro urgente con gli amministratori e a paventare l’apertura di «una procedura di raffreddamento e conciliazione in seno alla prefettura».
Si tratta dell’anticamera dello sciopero, nell’ambito della vertenza sindacale che coinvolge oltre 40 dipendenti tra i 21 lavoratori precari (uno a tempo determinato e 20 interinali) che ad oggi si occupano della gestione di cimitero e parcheggi, servizi che in base al piano concordatario per salvare Teateservizi dal fallimento dovranno essere rimessi nelle mani del Comune, più altri 17 dipendenti (12 a tempo indeterminato, uno a tempo determinato e 4 interinali) che invece si occupano della riscossione. Il vertice con i rappresentanti sindacali Francesca Piscione (Felsa Cisl), Simone Di Lanzo (Cisl Fp), Smeraldo Ricchiuti (Confsal funzioni locali), Giuseppe Rucci (Fp Cgil), Ernesto Magnifico (Uiltucs) e Marco Angelucci (Uil Fpl) è stato convocato questa mattina alle 12 dal liquidatore Di Iorio. All’incontro «teso ad ottenere chiarimenti circa le posizioni degli enti interessati sul futuro della Teateservizi, nonché garanzie sulla tenuta dei livelli occupazionali lì presenti», si legge in una nota firmata dai sindacati, dovrebbero partecipare anche un delegato del sindaco Diego Ferrara e l’assessore alle partecipate Enrico Raimondi. Subito dopo ci sarà un passaggio in prefettura visto che i sindacati hanno informato dell’apertura dello stato di agitazione anche il prefetto Mario Della Cioppa.
La decisione, scrivono i sindacati nel documento inviato agli amministratori e, per conoscenza, al prefetto, all’Ispettorato nazionale del lavoro Chieti-Pescara e alla commissione di garanzia per l’attuazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali, si è resa necessaria «a tutela dei nostri associati», dopo le ultime vicende che hanno portato la Corte dei conti ad accertare «il difetto dei presupposti per l’omologazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Chieti, in qualità di socio unico della società». Sulla proclamazione dello stato di agitazione ha influito anche il passo indietro di Di Iorio, supportato «dalla mancata attuazione da parte della giunta comunale alla delibera del consiglio comunale numero 296 del 27 marzo 2023, la quale prevede la variazione dell’aggio sulla riscossione di Imu e Tari al fine di dare attuazione ad una parte importantissima del piano di risanamento della società che regge l’intero piano di concordato».
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