Teateservizi, in 14 firmano in aula «Serve un consiglio straordinario»

6 Aprile 2024

Durante la seduta di ieri l’opposizione e Chiavaroli della maggioranza chiedono risposte sulla riscossione Approvata la variante sul Centro d’accoglienza: passa con 17 voti tra cui quelli di FdI, FI e Forza Chieti

CHIETI. Tredici consiglieri di opposizione e uno di maggioranza chiedono la convocazione di un consiglio straordinario «sulle procedure adottate a seguito del fallimento di Teateservizi». È l’ennesimo chiarimento avanzato all’amministrazione di centrosinistra che ieri, appena terminato il consiglio, si è trovata la richiesta e la segreteria generale Celestina Labbadia l’ha subito protocollata. Rompe le righe della maggioranza unendosi all’opposizione anche il consigliere Alberto Chiavaroli della lista Ferrara sindaco. Le altre 13 firme sono dei consiglieri di partiti e liste civiche di minoranza: Lega, Fratelli d’Italia, Chieti Viva, Udc, Forza Italia, lista Di Iorio sindaco e Azione politica. All’unisono i firmatari chiedono la convocazione di un consiglio straordinario poiché «dopo 40 giorni dal fallimento della Teateservizi non sussistono azioni concrete ed esaustive per garantire la riscossione tributi». Di qui, la richiesta di impegno del sindaco Diego Ferrara e della giunta su tre punti. Primo «verificare le procedure da adottare o in adozione al fine di garantire le entrate tributarie al Comune» con particolare riferimento alla Tari 2024. Il secondo punto richiede di verificare le procedure per «garantire il livello occupazionale» dei 25 impiegati della società e, terzo, «adottare e predisporre tutti gli atti propedeutici necessari alla curatela fallimentare per richiedere l’esercizio provvisorio per la riscossione tributi». Alla seduta straordinaria i firmatari invitano anche il curatore Guglielmo Flacco, i dirigenti finanziari e l’ufficio legale del Comune. Intanto, nel consiglio di ieri passano i tre punti all’ordine del giorno: la variazione di bilancio passa con 13 voti favorevoli e 13 astenuti; Lorenzo De Liberato viene nominato con 14 voti delegato del consiglio al Cda del Convitto Vico; con 17 favorevoli (compreso quello di Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia di FdI, Maurizio Costa di Forza Chieti e Damiano Zappone di FI) viene approvata la variante per il Centro d’accoglienza, mentre si astengono i tre consiglieri di Liberi a Sinistra.