«Teateservizi nel caos, D’Amico in fuga»

15 Giugno 2019

Il M5S attacca, Argenio: troppi tagli e scelte assurde del Comune, ecco perché il manager si è dimesso

CHIETI. «Oltre il caos, c’è una situazione di crisi determinata dalle scelte del socio unico, cioè il Comune». Così il M5S interviene sulla Teateservizi, il giorno dopo le dimissioni dell’amministratore unico Giovanni D’Amico ad appena un mese dalla nomina. «Le dimissioni di D’Amico non ci convincono», dice il consigliere Ottavio Argenio, «è assurdo che una persona presentata come uno dei migliori manager in circolazione, si sia accorto solo oggi della delicatezza e dell’importanza del ruolo che avrebbe dovuto rivestire e del tempo che ciò avrebbe richiesto e, pertanto, le motivazioni che ha addotto per giustificare tale scelta ci sembrano assolutamente inverosimili. Le dimissioni», dice Argenio, «sono indice evidente della situazione di profonda ed ingovernabile crisi che la società si troverà a dover affrontare a seguito delle assurde decisioni imposte dal Comune, come l’ultima scelta in ordine di tempo, di ridurre l’aggio sulle riscossioni volontarie». La scelta di ridurre l’aggio è stata presentata dall’amministrazione Di Primio come una manovra necessaria a ripianare il disavanzo registrato dal bilancio dell’ente: «Ma la decisione è stata adottata dall’amministrazione comunale senza averla prima concordata con i vertici societari. Una decisione imposta che non tiene sufficientemente e adeguatamente conto dei riflessi che produrrebbe sulla tenuta dei conti della società in house». Il M5S parla di una fuga ragionata: «È ragionevole supporre che le dimissioni di D’Amico siano dovute alla volontà di quest’ultimo di sottrarsi alle responsabilità che potrebbero derivare dalla situazione di crisi aziendale in cui potrebbe venire a trovarsi la partecipata a causa delle scelte imposte dal socio unico». Su questo punto e sul bilancio, Argenio e Manuela D’Arcangelo non escludono di predisporre questioni pregiudiziali nel corso del consiglio di lunedì prossimo. «La situazione», conclude Argenio, «è più seria di quanto possa sembrare e anche se la maggioranza non ha voluto prestare attenzione ai nostri precedenti richiami, alla fine, i nodi sono venuti al pettine e avranno conseguenze sull’approvazione del bilancio». (p.l.)