Teateservizi, scontro in consiglio Ferrara chiede un fronte comune

30 Aprile 2024

Il sindaco: «Un dato positivo la preoccupazione di tutti, riassorbire ogni lavoratore è l’obiettivo» E sulla riscossione: «Non si è mai fermata». L’opposizione: «Solo chiacchiere, non c’è il piano B»

CHIETI. La minoranza accusa, la maggioranza ribatte ma, contestualmente, si divide. Su Teateservizi l’aula si infiamma ma la giunta, in particolare l’assessore Massimo Cassarino, prova a rispondere punto per punto all’ordine del giorno presentato dalla intera opposizione preoccupata dal fatto che la riscossione è rimasta ancora al palo. Una incapacità di riscuotere i tributi comunali, viene sottolineato più volte dai consiglieri di minoranza, particolarmente grave e dannosa per un Comune in dissesto. A tutto questo va aggiunto che il fallimento della partecipata non ha soltanto bloccato le riscossioni ma anche lasciato a casa i lavoratori che se ne occupavano. Lavoratori ieri presenti alla seduta con i loro rappresentanti sindacali.
LA MINORANZA
L’ordine del giorno su Teateservizi, primo firmatario il capogruppo Lega Mario Colantonio, il primo a prendere la parola in aula, è stato firmato da tutti i consiglieri di opposizione. Il documento ha sollecitato «sindaco e giunta a verificare e riferire in aula sulle procedure per garantire le entrate tributarie dell’ente, con particolare riferimento alla Tari per il 2024, al fine di dare ampie risposte sulla sostenibilità finanziaria dell’ente. Chiediamo anche di riferire sulle operazioni per garantire il livello occupazionale e di adottare tutti gli atti necessari alla curatela fallimentare per richiedere l’esercizio provvisorio per la riscossione dei tributi». La minoranza dunque sollecita «un indirizzo politico unico», per dirla con la consigliera Carla Di Biase (FdI). «Un atto concreto a 70 giorni dal fallimento della società», come sottolinea Serena Pompilio (Azione politica) parlando di «70 giorni di nulla, di favole e chiacchiere da bar senza un Piano B».
IL POLO CIVICO
Duro l’intervento di Silvia Di Pasquale (Chi ama Chieti) che intende marcare le differenze tra il polo civico del vicesindaco Paolo De Cesare e il resto della maggioranza di centrosinistra. Di Pasquale, pur sottolineando di aver trovato al momento dell’insediamento una società già decotta, «con tre esercizi di bilancio non presentati e una denuncia in procura, verosimilmente dell’ex sindaco, che ha dato origine all’inchiesta che poi ha portato al fallimento», rimarca il fatto che il polo civico aveva immaginato un altro percorso per la partecipata. Percorso che passava per lo spacchettamento dei servizi e la contestuale salvaguardia dei lavoratori. Un percorso che, se seguito, non avrebbe condotto a questa situazione.
IL SINDACO
«Il consiglio ha evidenziato una cosa importante», commenta il sindaco Diego Ferrara al termine della seduta, «la comune preoccupazione di maggioranza e minoranza per i lavoratori di Teateservizi è un dato positivo. Tutto quello che l’amministrazione poteva per salvare Teateservizi dal fallimento, e poi per stare accanto ai lavoratori, lo ha fatto. Adesso dobbiamo remare tutti verso la stessa direzione che per noi è l’esercizio provvisorio, perché è la situazione che meglio assicurerebbe la funzione importantissima di Teateservizi: la riscossione. Una funzione mai interrotta in questi mesi. Nel frattempo non siamo stati con le mani in mano. Chi ha soluzioni efficaci le metta in campo, noi non abbiamo mai chiuso questa porta e siamo disponibili a lavorare con chi è sinceramente interessato al futuro di Teateservizi, della riscossione, e soprattutto dei lavoratori che sono il bene che ci preme di più. Esattamente come è accaduto con i parcheggi e la reinternalizzazione di quasi tutti i lavoratori impegnati, un numero che contiamo di assorbire completamente».