Teateservizi, si contano i debiti: due mesi per evitare il fallimento

Rinviata al prossimo 28 giugno l’udienza in tribunale sull’istanza di crac presentata dalla Procura Ferrara: «Confronto con il liquidatore per studiare un piano, dobbiamo assicurare servizi e lavoro»
CHIETI. Altri due mesi e mezzo di tempo per contare i debiti ed evitare il fallimento della Teateservizi, la partecipata al 100% del Comune che si occupa della riscossione delle tasse e della gestione dei parcheggi a pagamento e del cimitero. Ieri, è stata rinviata al 28 giugno prossimo l’udienza sull’istanza di fallimento presentata dalla Procura per la partecipata comunale. Un rinvio che il Comune accoglie come una mano tesa dopo i veleni delle ultime settimane: il sindaco Diego Ferrara è riuscito a nominare commissario liquidatore il commercialista teatino Luca Di Iorio e a revocare l’incarico di amministratore unico a Massimo Marchetti che era stato scelto dall’ex amministrazione di centrodestra nel 2019. La nomina di Di Iorio è arrivata all’apice di uno scontro tra Ferrara e Marchetti con il collegio sindacale della Teateservizi, presieduto da Emilio Longhi con i componenti Adelina Di Pietro e Matteo Di Fabio, che ha preso posizione contro il primo cittadino parlando di «inerzia conclamata».
«Si tratta di un rinvio che ci darà più tempo», commenta Ferrara, «in questo periodo ci confronteremo con il liquidatore, dando la nostra massima disponibilità a lavorare a un percorso alternativo al fallimento». Se la Teateservizi finisse in fallimento, il Comune correrebbe il rischio di sprofondare in dissesto: senza la società dei tributi, l’amministrazione Ferrara potrebbe vedersi bocciare il piano di riequilibrio pluriennale (predissesto) ancora sotto esame di ministero dell’Interno e Corte dei conti. Il fallimento, poi, metterebbe a repentaglio anche i 37 posti di lavoro a tempo indeterminato e gli altri, almeno 7, a tempo determinato. «Come amministrazione», dice Ferrara, «stiamo da mesi mettendo in campo energie e sacrifici per arrivare a una soluzione che assicuri i servizi assolti dalla società, i posti di lavoro del personale dipendente e l’equilibrio dell’ente comunale».
Secondo le carte della Procura, che arrivano dopo anni e anni di richiami dalla Corte dei conti, la Teateservizi è a un passo dal tracollo: «Dalla disamina della relazione del consulente tecnico Emma Ioppi», scrive il pubblico ministero Giuseppe Falasca nell’istanza di fallimento, «è emersa la profonda crisi in cui versa la Teateservizi attestata dal profondo disequilibrio finanziario, patrimoniale ed economico. L’analisi del biennio 2016-2017 ha infatti evidenziato come l’impresa abbia perso del tutto la capacità di perseguire i fini istituzionali conseguendo cospicue perdite patrimoniali e sconfinando anche in un disordine gestionale, tale da non consentirle il deposito dei bilanci di esercizio relativi agli anni 2019 e 2020».
Sulla carta, l’amministrazione Ferrara ha trovato i fondi per ripianare le perdite della Teateservizi, quantificate in 409mila euro fino al 2019: è stato fatto con una rinegoziazione delle anticipazioni di liquidità richieste dalla precedente giunta alla Cassa Depositi e Prestiti. Una scelta che costerà 418mila euro di interessi in più ma che porterà soldi freschi per ripianare i buchi della Teateservizi: «L’operazione libererà risorse correnti per un importo annuo di 288.502,79 euro per il 2022 e 356.462,77 per il 2023», dice la delibera 251.

