Teateservizi verso il verdetto: è in arrivo la sentenza dei giudici

29 Novembre 2023

Il liquidatore in aula chiede la nuova norma del “cram down”, unico appiglio per salvare la società In tribunale si presenta anche il sindaco Ferrara. Sono due le ipotesi: l’ok al concordato o il fallimento

CHIETI. Il futuro di Teateservizi torna nelle aule di tribunale. Ieri il liquidatore Luca Di Iorio è andato a palazzo di giustizia per perorare il concordato ed evitare il fallimento della società pubblica che riscuote i tributi comunali e gestisce i parcheggi a pagamento. Il tribunale per ora non si è espresso. Lo farà a breve. Il collegio giudicante, presieduto da Gianluca Falco, dovrà decidere se omologare il concordato presentato da Di Iorio o avviare il fallimento, come chiede la Procura. Alla seduta si è presentato anche il sindaco Diego Ferrara che ha chiesto e ottenuto dai giudici di poter assistere come uditore. Una presenza, quella del sindaco, non priva di significato. Così come significativa è apparsa la presenza del procuratore capo Giampiero Di Florio che ha accompagnato il sostituto Giuseppe Falasca. Da un lato è chiaro che l’attenzione della Procura sul caso Teateservizi è alta e che dunque si sta monitorando con attenzione la situazione. Dall’altro lato, la presenza del sindaco significa che il Comune continua a volere il salvataggio della partecipata, anche se nel consiglio comunale della sera prima gli emendamenti preparati per blindare il piano di rilancio della società comunale non sono passati. Accompagnato dall’avvocato della Teateservizi Carlo Montanino, il liquidatore Di Iorio si è seduto davanti ai giudici perorando la possibilità di mandare avanti il concordato attraverso l’applicazione della nuova norma del “cram down” che permette di ovviare al fatto che in sede di adunanza dei creditori non sono state raggiunte le maggioranze necessarie. Secondo Di Iorio i presupposti per l’applicazione di questa strada ci sono tutti. Una possibilità confermata anche dal commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi che ha preso la parola per rappresentare qual è stato il voto in sede di adunanza dei creditori.
La Procura, invece, ha ribadito la richiesta del fallimento: Falasca è tornato indietro nel tempo ripercorrendo la storia della partecipata comunale che a un certo punto non riusciva più a chiudere i bilanci. Il liquidatore ha infine sollevato dubbi circa la possibilità di esercizio provvisorio in caso di fallimento: esercizio provvisorio sicuramente possibile per la società ma forse non più in qualità di concessionaria della gestione e riscossione dei tributi comunali. E se così fosse, per il Comune sarebbe un guaio. Di Iorio non ha rilasciato dichiarazioni a fine udienza ma ha fatto sapere che «Teatesercizi ha già consegnato ai servizi postali circa 6mila ingiunzioni, per complessivi sei milioni di partite creditorie, che erano a rischio di prescrizione entro fine anno».