Teateservizi, vertice dal prefetto Timori anche per la riscossione

4 Giugno 2023

Della Cioppa ha convocato martedì i rappresentanti dei lavoratori per la vertenza occupazionale E il segretario generale scrive al sindaco: «Nel bilancio mancano le coperture per il nuovo contratto»

CHIETI. Si sposta davanti al prefetto Mario Della Cioppa la delicata questione degli oltre 40 dipendenti di Teateservizi che hanno proclamato lo stato di agitazione. Con l’ipotesi di fallimento nuovamente pendente, dopo le accuse di «inerzia» al Comune messe per iscritto dal liquidatore dimissionario Luca Di Iorio e inviate il 26 maggio scorso a Corte dei conti, procura e prefettura, oltre ai vertici dell’amministrazione comunale, si teme non solo per il futuro dei servizi cimiteriali e per la gestione dei parcheggi a pagamento (per i quali il concordato prevede la cessione), ma anche per la stessa riscossione dei tributi che da accordi dovrebbe rimanere in capo alla municipalizzata.
La vertenza occupazionale sarà affrontata martedì prossimo durante l’incontro online fissato alle ore 11 dal capo di gabinetto della prefettura Martina Iurescia, al quale parteciperanno anche i rappresentanti sindacali di Felsa Cisl, Cisl Fp, Confsal funzioni locali, Fp Cgil, Uiltucs e Uil Fpl. Ma il tavolo lavoro non è l’unico aperto in seno alla Teateservizi. Resta da sciogliere sia il nodo relativo alla sostituzione o meno del liquidatore, che il 15 maggio scorso ha formalizzato la sua decisione di fare un passo indietro, sia quello degli indirizzi di gestione, nelle more della variazione del contratto di servizio della partecipata, e dell’attuazione delle linee guida della delibera approvata in consiglio comunale il 27 marzo scorso, contenente il piano di salvataggio di Teateservizi. Questi ultimi punti saranno discussi in due differenti assemblee dei soci, convocate la prima mercoledì con all’ordine del giorno la «sostituzione del liquidatore dimissionario e fissazione del compenso» e la seconda lunedì 12 giugno per discutere degli indirizzi di gestione e della mancata attuazione della delibera sul piano di risanamento che, tra le altre cose, contiene anche un aumento dell’aggio (ossia del costo di gestione del servizio di riscossione). Su quest’ultimo punto è intervenuta anche la segretaria generale del Comune Celestina Labbadia, dirigente ad interim del settore finanziario, che in risposta alla nota di Di Iorio ha scritto al sindaco Diego Ferrara, all’assessore alle Partecipate Enrico Raimondi e al presidente del consiglio comunale Luigi Febbo, ricordando il suo parere non favorevole al documento approvato in aula e che l’operazione è stata messa in discussione dalla magistratura contabile. I giudici, infatti, nella motivazione della sentenza con la quale non è stato omologato il piano di risanamento finanziario pluriennale del Comune, hanno contestato proprio il soccorso finanziario dell’ente alla partecipata. Quanto alla delibera di consiglio comunale non ancora resa operativa, Labbadia ha poi evidenziato che «il nuovo contratto da stipulare con la società in house per cinque anni per il servizio di riscossione con l’aggio maggiorato non trova copertura finanziaria nelle attuali previsioni di bilancio», considerando anche che «il Comune di Chieti non ha il bilancio di previsione 2023/25 approvato e che si trova in esercizio provvisorio con tutti i limiti tecnici che ne derivano». Labbadia conclude il suo documento con un’annotazione personale: «In tutta questa imponente attività amministrativa, la scrivente si trova da sola a dover ottemperare alla predisposizione del bilancio di previsione e del rendiconto di gestione 2022». «L’amministrazione», conclude la dirigente, «in modo esplicito, stante anche i solleciti da parte del prefetto, ha ritenuto di dare priorità all’approvazione del rendiconto, il cui termine di approvazione è il 30 aprile 2023, al fine di scongiurare la nomina di un commissario come accaduto nell’anno 2022. Ciò nonostante le attività per la redazione del bilancio sono state poste in essere e il lavoro avviato può essere concluso in breve tempo».
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