Teatro, no alla presidenza di Napoleone

CHIETI. Il Marrucino non è Waterloo. Ma Napoleone deve rinunciare alla prestigiosa poltrona di presidente del Cda. I conti, Umberto Di Primio, li ha fatti senza l'oste, leggi segretario generale del...
CHIETI. Il Marrucino non è Waterloo. Ma Napoleone deve rinunciare alla prestigiosa poltrona di presidente del Cda. I conti, Umberto Di Primio, li ha fatti senza l'oste, leggi segretario generale del Comune che, ieri mattina, un attimo prima della nomina, ha fatto notare al sindaco che da agosto c'è una nuova norma che dà lo stop a chi è in quiescenza e aspira alla presidenza di società di gestione. Se Marco Napoleone è fuori partita chi è stato trombato, uscendo dalla porticina del foyer, torna sul palcoscenico dalla porta principale. Per chi non lo avesse capito è Cristiano Sicari, avvocato e consigliere uscente del Marrucino, in pole position per la nomina a presidente, seguito a ruota però da Fabio D'Orazio, organista ed ex direttore artistico del teatro oltre che candidato pro Di Primio alle ultime elezioni. Entrambi, l'avvocato e il musicista, sono nelle grazie del sindaco che si appresta a fare la scelta più attesa in netto ritardo sul programma. Un ritardo dovuto alla lentezza da fenomeno carsico della Regione dalfonsiana che sì ha nominato nel Cda Paolo De Cesare jr ma sta perdendo tempo per notificarlo ufficialmente al Comune. Tempo prezioso che impedisce al Teatro di mettere mano ai programmi di prosa e lirica. A dir la verità Napoleone lo era ancora di più degli altri due nelle grazie del primo cittadino, e non solo per il mecenatismo dell'ex dg della D'Annunzio verso il Marrucino. Ma la norma che da agosto taglia le gambe ai pensionati è diventata la piccola Waterloo di cui sopra. L'ordine di ritirata è obbligatorio mentre Cristiano e Fabio si giocano il ruolo di prim'attore. Ps, a proposito di fichi secchi, citati nell'articolo di ieri, c'è chi li ha intesi riferiti ai personaggi che amministreranno il Marrucino. In realtà le carracine sono i fondi con cui imbandire la stagione. E' ovvio.

