Tecnici comunali condannati Pena confermata in Cassazione

21 Novembre 2017

MONTEODORISIO. I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la sentenza, emessa un anno fa dalla Corte d’appello dell’Aquila, a carico di due tecnici del Comune di Monteodorisio, accusati di...

MONTEODORISIO. I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la sentenza, emessa un anno fa dalla Corte d’appello dell’Aquila, a carico di due tecnici del Comune di Monteodorisio, accusati di induzione indebita a dare o promettere utilità. La Corte ha ritenuto equa, cassandola, la pena da un anno a otto mesi di reclusione per Vincenzo Silvestri e Italo Paganelli. I due imputati, difesi dagli avvocati, Rosario Di Giacomo e Marco Sciascio, erano accusati in un primo momento di concussione. I difensori riuscirono ad ottenere in primo grado la derubricazione del reato. In appello arrivò anche la riduzione della pena. La difesa ha convinto i giudici che le richieste degli imputati erano state solo un tentativo di induzione indebita. La sentenza soddisfa ugualmente gli avvocati Biase Di Candilo, Giovanni Cerella e Antonello Cerella, legali della parte lesa, P.M., di Monteodorisio, che si è costituito parte civile. La vicenda risale a più di sette anni fa. Stando a quanto raccontato nelle aule di giustizia i due dipendenti pubblici, impiegati nell’ufficio tecnico del Comune di Monteodorisio, nell’aprile 2010 provarono a proporre a P.M. di ritirare una querela sporta nei confronti di alcuni dipendenti comunali. In cambio loro avrebbero evitato di fare una denuncia allo stesso P.M. per presunti abusi edilizi riscontrati. I due tecnici, nel verificare alcune perdite di acqua vicino alla casa di P.M., avevano individuato degli abusi. L’uomo non solo rifiutò la proposta, ma si rivolse all’avvocato Di Candilo denunciando i due dipendenti comunali per concussione. La vicenda nel 2014 finì davanti ai giudici del tribunale di Vasto. Due anni dopo la Corte d’appello dell'Aquila ha condiviso la sentenza di primo grado e le richieste dell’avvocato Di Candilo, accogliendo tuttavia in parte anche le richieste dei difensori degli imputati. Le pene vennero ridotte di quattro mesi. Ieri la Cassazione ha confermato la condanna emessa di giudici aquilani. Ora la sentenza è definitiva. (p.c.)