Telefoni fissi in tilt attività bloccate e negozianti furiosi

10 Dicembre 2015

Scoppia la protesta in via Valignani, black out da 15 giorni Impossibile fare e ricevere ordinazioni, pos inutilizzabili

CHIETI. Da due settimane senza linea telefonica fissa. Scoppia la protesta in via Padre Alessandro Valignani e in particolare nel tratto che sbuca in piazza Garibaldi dove residenti e commercianti non possono più utilizzare telefono e apparecchi elettronici collegati alla linea fissa da venerdì 27 novembre, il giorno delle piogge incessanti che tanti danni hanno causato su tutto il territorio teatino. Il problema non è tanto e solo per le comunicazioni telefoniche dei residenti, molti dei quali stanno sostituendo il fisso con il cellulare, ma di chi utilizza la linea telefonica fissa per lavoro. Eugenio e Gianluca D’Orazio, padre e figlio, gestiscono il bar Marina e da due settimane non possono più emettere marche da bollo: «E’ una operazione che si fa via internet, ma non funzionando la linea fissa, anche il trasferimento dati e impossibilitato», dicono, «qualche giorno fa abbiamo fatto il nostro solito ordine di sigarette via web, solo quando non arrivavano abbiamo capito che l’ordine non è mai andato a buon fine». «Molta gente chiama, il telefono per loro squilla ma da noi non suona, così i clienti pensano che siamo andati in ferie», dice Paolo Di Pasquale, titolare della macelleria di via Valignani, «tanta gente si limita anche nella spesa, perché pensava di pagare con un bancomat e invece il pos non funziona», aggiunge il dipendente della macelleria Simone Masci. Per fortuna che la macelleria ha una bella clientela fissa, perché da giorni non si fa altro che “segnare” il dovuto. «Quasi giornalmente chiamo per sollecitare le riparazioni», dice Cinzia Rocci, titolare della vicina cartoleria, «noi lavoriamo molto col fax, ma ora è tutto bloccato». Manuela Tacconelli, titolare dell’istituto di bellezza Manuela, dice di essere «sull’orlo di una crisi di nervi». Dopo svariati solleciti è riuscita a far deviare le chiamate dal numero fisso al cellulare, ma così perde più tempo a rispondere a telefono che a lavorare. «Il disagio è davvero grande», si sfoga, «anche perché siamo in un periodo che, essendo a ridosso del Natale, si lavora molto. Una notte ho chiamato anche il sindaco Umberto Di Primio e devo dire che sebbene fosse tardi mi ha risposto lo stesso e si è impegnato a fare qualcosa». Lamentele arrivano anche dalla sede dell’Unione italiana ciechi, per cui il telefono fisso è di fondamentale importanza. Residenti e commercianti sono inoltre preoccupati per le notizie arrivate dai primi controlli: pare che il danno sia serio, che la Telecom debba affidare i lavori di riparazione a una ditta esterna e che passerà almeno un’altra settimana prima che si possa iniziare a ripararlo. Per cercare di smuovere un po’ le acque è stato chiamato anche un ex dipendente Telecom in pensione, Tonino Toracchio, che si è messo subito in moto per cercare di fare qualcosa. Intanto in molti stanno già pensando alle richieste danni.