Telefoni spenti e sopralluoghi: così la banda preparava l’assalto

Atessa, dopo i 4 arresti per la rapina in banca con il permesso premio dal carcere l’indagine va avanti I carabinieri svelano i movimenti dell’operaia con il ruolo di basista: l’interrogatorio fissato a domani
ATESSA. Telefoni spenti nelle ore della rapina e sopralluoghi nella zona di Atessa nelle settimane precedenti. Così i rapinatori preparavano il colpo alla Bcc Sangro-Teatina di Piazzano, messo in atto il 24 ottobre 2018. A dieci mesi di distanza i carabinieri di Atessa hanno arrestato i presunti autori della rapina e i loro complici: Mirko Aspergo, 38 anni, romano, e Luciano Martelli, 75, nato in Libia ma residente nella Capitale, rinchiusi nel carcere di Rebibbia; ai domiciliari sono finiti Emanuele Aspergo, 37 anni, di Morlupo (Roma), a cui è stato applicato il braccialetto elettronico, e Silvana Calia, 32, nata a Modugno (Bari) ma residente ad Atessa. Quest’ultima è considerata la basista del gruppo. «Ha agevolato e concorso nella commissione del reato fornendo informazioni determinanti ed un prezioso supporto logistico», annota nell’ordinanza il gip Massimo Canosa accogliendo la richiesta del pm Francesco Carusi per i domiciliari. Alla banda di rapinatori i carabinieri legano il nome di Calia, operaia e incensurata, per via di un familiare detenuto nello stesso braccio di Rebibbia in cui si trova Mirko Aspergo, che usufruiva di permessi premio per attività sportiva. Sono poi le analisi dei tabulati a fornire elementi utili. Emerge così che le utenze degli indagati, generalmente molto attive, sono spente il 23 e 24 ottobre, rispettivamente giorno del furto della Fiat Uno, rubata a un pensionato di Atessa e usata per la rapina, e quello del colpo in banca. Anche il telefono della Calia è spento nelle ore della rapina, tanto che la giovane quella mattina non risponde neanche alle chiamate del compagno. Risulta poi che la donna tiene numerosi contatti telefonici con gli altri indagati nelle settimane precedenti la rapina. Gli investigatori ritengono significativi, in particolare, i contatti tra Calia e i cugini Aspergo a metà settembre, quando verosimilmente il gruppo concorda un incontro ad Atessa per perlustrare la zona della rapina. La 32enne sarà interrogata domani nel tribunale di Lanciano. I tre romani, invece, saranno sentiti per rogatoria dal gip di Roma.
Il primo a cadere nella rete dei carabinieri di Atessa, guidati dal comandante Marco Ruffini e dal tenente del Norm, Federico Ciancio, è Emanuele Aspergo, cugino di Mirko, incensurato. È il proprietario della Golf rintracciata nelle telecamere visionate scrupolosamente dai militari, l’auto “pulita” su cui i rapinatori salgono subito dopo il colpo in banca, avvenuto alle 10,30. In due, con i volti parzialmente coperti e armati di taglierino, sequestrano tre clienti, tre cassieri e il sostituto del direttore della filiale Bcc. «State calmi che non succede nulla», dicono i banditi prima di chiudere gli ostaggi nell’ufficio del direttore, con lo sguardo rivolto al muro, e di fuggire con oltre 40mila euro in contante preso dalla cassaforte che serviva le casse – e contenente anche 6mila dollari – e sacchetti con monete da 2 euro.

