Tempio crematorio, sì della giunta all’impianto realizzato dai privati

20 Maggio 2018

San Salvo. La struttura prevista vicino al vecchio cimitero con il ricorso al progetto di finanza Il sindaco Magnacca: servizio d’avanguardia rispettando la libertà di pensiero e di scelta dei cittadini

SAN SALVO. «Offrire un servizio d’avanguardia nel rispetto della libertà di pensiero e di scelta dei cittadini per chi non vuole essere sepolto in maniera tradizionale». Lo afferma il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, nell’annunciare che la giunta comunale ha dato il via libera all’attivazione di un tempio crematorio nelle adiacenze del vecchio cimitero, ossia un forno per la riduzione in cenere dei corpi dei defunti.
La nuova struttura verrà realizzata in project finacing, sarà moderna e funzionale per una pratica igienica ed ecologica che ridurrà gli spazi cimiteriali riservati al seppellimento. In Abruzzo, in nessuna delle quattro province, esiste un forno crematorio. I più vicini sono ad Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto o Roma, dove ovviamente si dilatano i tempi di attesa.
Avevano provato a farlo a San Demetrio ne’ Vestini, comune a una quindicina di chilometri dall’Aquila, ma l’operazione non è andata a buon fine.
La cremazione del corpo al posto della tradizionale sepoltura è una novità che, molto probabilmente, dividerà la popolazione locale sull’argomento. «Nel prendere questo nuovo impegno per la mia città», ha aggiunto il sindaco Magnacca, «ho tenuto conto delle crescenti richieste dei cittadini e nella necessità di rispettare la libertà di scelta individuale. Sono convinta che non mancheranno le richieste per un servizio innovativo che vede un crescente interesse verso la cremazione».
Su ogni corpo cremato il Comune incasserà una tassa, dal costo modico, minore delle spese di tumulazione, oltre a soddisfare la crescente richiesta di loculi. Costruire tombe di famiglia richiede costi e spazi maggiori e la cremazione costituisce sicuramente una strada alternativa al destino della salma.
L’incidenza delle cremazioni, al momento, in Italia è ancora bassa rispetto agli altri Paesi europei. Nonostante questo si è passati dalle 110.710 cremazioni nel 2013 alle 141.553 del 2016 con un trend in costante crescita. Un aumento percentuale del 3,2 % che vede in testa Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte.
Secondo la volontà dell’individuo o della famiglia la destinazione finale delle ceneri sarà anch’essa libera. Viene autorizzata, nel rispetto delle volontà del defunto, dall’ufficiale di stato civile del Comune nel quale è avvenuto il decesso. Può essere consentita in apposite aree dei cimiteri o in aree private all’aperto. Non solo. Le amministrazioni comunali hanno la facoltà di permettere anche la dispersione in natura, in mare, nei laghi, nei fiumi, dalla cima di un monte.
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