Tenaglia, accolta la sospensiva per 15 giorni
L’urologo potrà continuare a operare fino al 23 luglio quando il Tar scriverà la sentenza
CHIETI. Il Tar accoglie la richiesta di sospensiva del professor Raffaele Tenaglia ma si tratta di una decisione puramente tecnica. L’amministrazione della Asl ieri mattina ha chiesto tempo per presentare una propria memoria difensiva. Il Tribunale amministrativo, presieduto dal giudice Michele Eliantonio, ha quindi deciso di procrastinare di altri 15 giorni il decreto presidenziale emesso una settimana fa che permette all’urologo di continuare a operare i casi riconosciuti oggettivamente urgenti. Tenaglia, oggetto di provvedimento drastico dell’ex manager Zavattaro che gli ha sospeso la convenzione università-Asl imponendogli di svolgere al policlinico la sua professione di chirurgo urologo, ha comunque vinto un primo round del suo braccio di ferro con l’amministrazione della sanità pubblica teatina. La stessa che fino a due giorni fa non aveva ancora ottemperato il decreto del presidente del Tar sezione di Pescara Eliantonio che riapriva le porte delle sale operatorie al primario di urologia.
A cominciare da questa mattina quando l’ordinanza decisa ieri sarà pubblicata sul sito on line della giustizia amministrativa e fino al 23 luglio prossimo, data di rinvio della udienza di camera di consiglio di ieri, l’urologo potrà eseguire tutti gli interventi programmati. Il 23 luglio però ogni soluzione della vertenza amministrativa è possibile, compresa quella di un ribaltone della decisione finale dei giudici del Tar, molto dipenderà dalla memoria difensiva che i legali della Asl depositeranno per quella data e che presumibilmente si basa su un concetto sostanziale e cioè che la convenzione stipulata tra ateneo e Asl si basava su un incarico di tipo fiduciario e non concorsuale.
Per la Asl quindi la condanna di primo grado dell’urologo Tenaglia per le note vicende giudiziarie permette di interrompere quel rapporto fiduciario prima ancora che ci sia una sentenza definitiva di terzo grado.
Per Tenaglia resta comunque una prima vittoria dopo sì una condanna penale che però gli ha già riconosciuto il fatto che lui all’interno della Asl, pur avendo visitato pazienti in forma privatistica senza versare il corrispettivo alle casse della sanità pubblica, lavorava molte ore in più rispetto a quelle previste dalla convenzione.(l.c.)

