Tenta il suicidio, salvata dai carabinieri

Una 38enne seduta sul guardrail del ponte San Martino con le gambe nel vuoto: voleva uccidersi dopo la fine del matrimonio
CHIETI. L’ha stretta forte a sé, come se fosse sua sorella. «Ora non ti puoi buttare, sennò cadiamo insieme», le ha sussurrato all’orecchio. Quell’abbraccio con un carabiniere ha salvato la vita alla donna di 38 anni che, ieri pomeriggio, ha tentato il suicidio sul ponte San Martino dopo essere stata lasciata dal marito. Lei era seduta sul guardrail, con le gambe penzoloni nel vuoto, quando l’arrivo dei militari ha sventato un tragico volo da 35 metri d’altezza. È una storia a lieto fine, perché quella donna di Chieti sta bene ed è giunta senza neanche un graffio in ospedale, dove resta ricoverata per accertamenti.
Tutto comincia poco prima delle 17, quando al 112 arriva la segnalazione da parte di alcuni automobilisti che vedono una giovane prima camminare sul viadotto della statale 656, in direzione del casello autostradale, e poi sedersi pericolosamente sulla balaustra. È arrivata lì – si scoprirà successivamente – dopo aver inviato un messaggio su Whatsapp al marito, in cui manifestava l’intenzione di farla finita, e aver lasciato la macchina a bordo strada. Fatto sta che si precipitano sul posto i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Chieti, i vigili del fuoco e gli operatori del 118. Non c’è un secondo da perdere. I militari si avvicinano alla trentottenne, che – almeno all’inizio – dà l’impressione di non voler fare passi indietro. Più di un automobilista, all’altezza dell’ospedale, assiste terrorizzato alla scena. A quel punto, per evitare che la donna si lasci cadere nel vuoto, i carabinieri la cingono con le braccia, sia da destra che da sinistra. Poi, c’è quell’abbraccio. Vigoroso e rassicurante.
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