Tentata rapina, caccia ai banditi con l’aiuto della videosorveglianza

13 Gennaio 2022

Per un soffio il malvivente del raid di martedì non è stato bloccato dagli stessi titolari del locale In un mese cinque assalti tra Lanciano, Santa Maria Imbaro e Atessa: nel mirino bar e tabaccherie  

LANCIANO. È sfuggito per un soffio alla cattura il rapinatore che sta terrorizzando bar e ricevitorie del Frentano. Martedì pomeriggio ha tentato l’ennesimo colpo ai danni del Bar Micolucci, in viale Cappuccini, ma ha trovato la reazione coraggiosa del titolare che prima lo ha mandato via e poi lo ha inseguito, riuscendo anche a scattargli una foto. Sul posto sono subito accorsi i carabinieri, ma la caccia al fuggitivo non ha dato buon esito.
LA TENTATA RAPINASono le 15,25 di martedì quando nello storico bar vicino allo stadio Biondi entra un uomo vestito di scuro, mascherina e cappello calato fin sugli occhi, unica parte visibile del volto. «Questa è una rapina, dammi i soldi della cassa», si rivolge alla proprietaria, Assunta Di Bucchianico, che si trova dietro il banco tabacchi, vicino all’ingresso. La donna però fatica a capire quella frase pronunciata «in un marcato accento napoletano». È il fratello Franco, seduto al computer al banco dei giochi e servizi, a intuire quello che sta accadendo: «Vattene», urla al presunto rapinatore, «qua non ti tocca niente». Spiazzato, il bandito tira fuori dal giaccone la pistola, visibilmente finta, e ribadisce di volere i soldi in cassa. Di Bucchianico non si lascia intimorire e fa come per uscire dal bancone, mettendo in fuga il rapinatore.
L’INSEGUIMENTODopo qualche attimo di esitazione, Di Bucchianico e il nipote si lanciano all’inseguimento del bandito, che fugge a piedi verso lo stadio. Il titolare avvisa subito i carabinieri, mentre dal bar allertano il commissariato. Nel quartiere si riversano diverse pattuglie. I carabinieri del Nucleo operativo, diretti dal tenente Giuseppe Nestola, danno la caccia al fuggitivo. «Per telefono davo indicazioni sulla direzione che aveva preso», spiega Franco, che nella concitazione immortala il bandito in fuga, «dopo il fruttivendolo ha girato nel quartiere San Giuseppe, in mezzo alle case popolari. Lo abbiamo perso e poi rivisto dietro alcune auto all’ultimo palazzo, vicino al sottopassaggio per l’area industriale». Le ricerche proseguono sull’ex ferrovia, dietro i palazzi, e fino alla zona industriale, senza esito. Il rapinatore è probabilmente riuscito ad allontanarsi, aiutato magari da un complice e da un pizzico di fortuna.
LE INDAGINI«Correva normalmente», racconta il titolare del Bar Micolucci ai carabinieri del tenente colonnello Vincenzo Orlando, che raccolgono la sua denuncia. In altre rapine qualche vittima aveva notato un’andatura claudicante del rapinatore. Questo, come altri elementi, fanno ritenere agli investigatori che ad agire siano due o tre soggetti, di una stessa cricca. A volte entra in azione uno solo, a volte è coadiuvato da un complice. Si tratterebbe, comunque, di criminali improvvisati, maldestri e animati da un disperato bisogno di contanti. Potrebbero essere del posto, ma non è escluso che vengano da fuori come sembra suggerire la parlata. I militari stanno setacciando le telecamere della zona.
L’ALLARME IN CITTÁIn un mese sono state messe a segno cinque rapine tra Lanciano, Santa Maria Imbaro e Atessa. Il sesto colpo, al Bar Micolucci, è appunto fallito. Nel mirino dei rapinatori ci sono soprattutto bar e tabaccherie-ricevitorie. I colpi hanno fruttato oltre 2.500 euro. «La preoccupazione in questi giorni c’era, anche se il nostro locale è molto frequentato», dice Franco Di Bucchianico, «e c’è sempre qualche cliente. Proprio in virtù di questa preoccupazione, tuttavia, stiamo chiudendo prima: non più dopo le 20, ma verso le 19,15-30. E ci siamo imposti di essere sempre minimo in due al banco».
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