Terme romane, partono i lavori per il restauro

16 Aprile 2019

A giugno la bonifica delle cisterne e la manutenzione di mosaici e muri antichi Mencarelli: «Così gli spazi saranno più fruibili». E i volontari tagliano l’erba alta

CHIETI. Partiranno entro giugno i lavori di restauro delle Terme romane. Un milione e mezzo di euro di finanziamento dal Ministero per i beni e attività culturali per recuperare e rivalorizzare uno dei siti archeologici più importanti della città. Rosaria Mencarelli, direttrice della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio d’Abruzzo, ha già in mano i progetti per rilanciare le Terme romane. I primi interventi inizieranno a giugno. Saranno effettuati scavi archeologici per esplorare nuove aree del sito e si procederà alla regimazione delle acque per evitare infiltrazioni nelle cisterne e mantenerle più asciutte possibili. Non solo: saranno restaurati i mosaici e le murature antiche e sarà sistemato il verde perché «quello che c’è adesso non è storico ed è dannoso per il contesto archeologico», spiega la Mencarelli. «Si tratta di lavori di manutenzione straordinaria che eseguiremo con fondi ministeriali per rendere più fruibile il sito archeologico». Lavori che non intralceranno il calendario di eventi che prevede, dal 1° giugno al 30 settembre, spettacoli e concerti sia nelle Terme romane ma anche a Palazzo Zambra, alla chiesa di Santa Maria del Tricalle e ai Tempietti romani. La Soprintendenza ha pubblicato un bando per cercare sponsor e le domande vanno presentate entro il 15 maggio.
La Mencarelli ha chiesto un altro milione e mezzo di finanziamento anche per il restauro dei Tempietti e del Teatro romano. «Fondi per creare percorsi di visita in sicurezza», dice la direttrice della Soprintendenza, «e quindi mettere passerelle, corrimano e dissuasori nei punti in cui non si può accedere. Vorremmo che i siti archeologici della città diventassero spazi visitabili. Per i Tempietti e il Teatro romano i tempi saranno più lunghi. Intanto, partiamo con i lavori di restauro delle Terme che sono già una grande cosa». Il lavoro della Soprintendenza si unisce all’impegno dei volontari che, in maniera del tutto gratuita, si occupano della pulizia dei siti archeologici. Pochi giorni fa, Eugenio Di Francesco, meglio conosciuto come Tetè, è tornato a pulire i Tempietti. «Al contrario di tanti miei concittadini che fanno i leoni da testiera e poi non fanno nulla, io mi do da fare perché amo alla follia la mia città», dice Di Francesco. «Taglio l’erba e curo i fiori in un sito archeologico che è il biglietto da visita di Chieti e non può essere lasciato nel degrado. Questa è l’unica città che non ha uno spazio verde dove potersi sdraiare. La villa era l’unico polmone verde, ma l’hanno cementificata». Della pulizia dei siti archeologici si occupano anche Davide Iacovella, Stefano Fagnano, Vincenzo Di Paolo e Giovanni Liberato del gruppo Facebook Fronte comune teatino. «Lo facciamo gratuitamente perché amiamo la nostra città», dice Iacovella, che giorni fa è tornato alle Terme. «Ho trovato l’erba alta quasi un metro e una situazione di degrado. Al Teatro, invece, abbiamo trovato una montagna di rifiuti. Ci vorrebbe più attenzione da parte di tutti per tutelare le bellezze di Chieti».
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