Terra chiama Marte: ne parla l’astrofisica

12 Agosto 2017

GUARDIAGRELE. “Terra chiama Marte: le novità e il futuro del pianeta rosso” è il tema dell’incontro che si tiene oggi con Francesca Altieri, ricercatrice dell’Istituto di Astrofisica e planetologia...

GUARDIAGRELE. “Terra chiama Marte: le novità e il futuro del pianeta rosso” è il tema dell’incontro che si tiene oggi con Francesca Altieri, ricercatrice dell’Istituto di Astrofisica e planetologia spaziali di Roma. L’appuntamento è per le 18 al cinema-teatro Garden per iniziativa dell’Ente mostra dell’artigianato artistico abruzzese. Alle 21, poi, osservazione delle stelle dal terrazzo dell’ascensore-parcheggio di via Orientale.
Dottoressa Altieri, la parola futuro come si coniuga con Marte?
«Il futuro dell’esplorazione spaziale di Marte è ricco di eventi. Ci sono già date importanti da segnare. A metà 2018 un orbiter Esa inizierà la sua fase operativa per studiare la composizione dell’atmosfera, e ci sarà il lancio di un lander della Nasa per capire se Marte è geologicamente attivo; nel 2020 ci saranno i lanci di due rover, uno Esa e uno Nasa».
Quando vedremo l’uomo su Marte?
«Dalle missioni abbiamo bisogno di capire meglio se e quando Marte abbia ospitato forme di vita. Sappiamo che Marte in passato aveva un ambiente favorevole allo sviluppo della vita. Ciò non toglie che le agenzie spaziali stiano pianificando possibili missioni umane verso il pianeta Rosso. Comunque quello che manca è la tecnologia per riportare indietro i nostri astronauti».
Quali obiettivi deve raggiungere l’esplorazione robotica sul pianeta?
«Una delle tappe fondamentali è riportare a terra campioni prelevati da siti con una mineralogia interessante. L’obiettivo è analizzare materiali di interesse esobiologico (come rocce sedimentarie prelevate da terreni antichi) nei nostri laboratori, e quindi con tecniche sofisticate e sotto il nostro controllo.
Gianluigi Marsibilio
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