Terreni di contrada Padula «Sbagliate le aliquote Imu»
SAN SALVO. Gli agricoltori di contrada Padula chiedono il rispetto degli impegni presi. La Cia Agricoltori Italiani Chieti-Pescara ha inviato una lettera al sindaco di Montenero di Bisaccia, Nicola...
SAN SALVO. Gli agricoltori di contrada Padula chiedono il rispetto degli impegni presi. La Cia Agricoltori Italiani Chieti-Pescara ha inviato una lettera al sindaco di Montenero di Bisaccia, Nicola Travaglini, per sensibilizzare l’amministrazione comunale rispetto alla questione riguardante i terreni ricadenti in contrada Padula, identificati come aree edificabili, ovvero a destinazione industriale e commerciale.
La storia inizia nel 2003, quando oltre 300 ettari di terreni da sempre utilizzati a fini agricoli diventano Zona D aumentando anche il loro valore di mercato con conseguente aumento dell’Imu. Il provvedimento venne stilato nella speranza che quella zona divenisse il nuovo Consorzio industriale di Montenero così da dare la possibilità al territorio di svilupparsi e di esprimere una vocazione industriale che avrebbe potuto dare esiti positivi in quanto adiacente a quella industriale di San Salvo. Un cambiamento di destinazione d’uso di cui la maggior parte dei proprietari di contrada Padula, di cui il 60% residenti a San Salvo, non era al corrente dal momento che non è stata loro recapitata nessuna notifica. Ignari del cambiamento, quindi, fino a quando non sono arrivate le cartelle esattoriali di oltre 1.300 euro lo scorso 1° gennaio, con cui il Comune di Montenero invita i proprietari a pagare l’Imu su quei terreni relativo all’anno 2011 non con il valore di terreni agricoli, ma come suoli ormai industriali e commerciali. In quell’occasione gli agricoltori hanno discusso in un incontro organizzato dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori), a San Salvo, per unirsi e far fronte comune contro un’imposta che ritengono ingiusta. Alle richieste degli agricoltori il sindaco di Montenero ha preso l’impegno di rivedere il valore di quelle aree edificabili, di far periziare i terreni ai quali poter attribuire il giusto valore nonché la revisione del Prg per modificare la destinazione d'uso. Per il 2011 fu riportato il valore da 10 euro al metro quadrato a 6,12 prendendo come indice di riferimento atti notarili. Molti hanno aderito alla proposta, ma altri hanno scelto di fare ricorso.
«Nei giorni scorsi sono arrivati gli accertamenti per il 2012 che pur contenendo il valore a metro quadro di 6,12 euro hanno visto l’importo aumentato a causa dell’aliquota modificata per l’anno di riferimento», afferma la Cia, «succede quindi che oltre al danno i nostri agricoltori vengono beffati da un’aliquota che nel frattempo è aumentata e quindi si trovano a dover pagare un importo di gran lunga superiore a quello concordato».
Serena Colecchia

