Terza anziana morta in 4 giorni Altri 10 contagiati all’Antoniano

10 Novembre 2020

Deceduta una 90enne ospite della casa di riposo e ricoverata all’ospedale di Chieti, medici in arrivo L’appello di padre Giancarlo, direttore dell’istituto: «Ora niente processi inutili, restiamo tutti uniti»

LANCIANO. La morte di un’anziana di 90 anni, da poco trasferita all’ospedale di Chieti, e altri 10 casi positivi. Non c’è pace per la residenza anziani dell’Antoniano. Il focolaio Covid finora ha fatto registrare tre decessi in 4 giorni e 95 contagiati su 113 persone presenti nella struttura tra pensionati (79) e operatori (34). All’Antoniano c’è poi penuria di infermieri ma anche tanta solidarietà. E un invito all’unità, alla preghiera in questo momento difficile lo lancia il direttore dell’istituto, padre Giancarlo. Salgono i contagi in città (147 casi totali) e nel comprensorio: si registrano casi in comuni finora al riparo dal virus come Rocca San Giovanni, Treglio, Pietraferrazzana e Civitaluparella.
RSA ANTONIANO Un altro decesso, quello di una nonnina ricoverata a Chieti nei giorni scorsi fa tornare la tristezza nella residenza anziani e in città. È la terza anziana, positiva al Covid, che perde la vita dopo N.C., 96 anni, morto venerdì, e B.R.M., 100 anni, deceduta sabato. «La nostra ospite era stata ricoverata da poco a Chieti per problemi respiratori», spiega il direttore sanitario Evandro Tascione, «aveva diverse e gravi patologie pregresse e era tra gli anziani positivi al Covid». Che sono ormai quasi tutti. Come spiegato dal sindaco Mario Pupillo: da 85 casi di sabato si è passati a 95 positivi di ieri nell’istituto che contava 113 persone tra ospiti e personale prima dello scoppio del virus. «La situazione per gli altri ospiti è tranquilla», precisa Tascione, «ma sono anziani e quindi dobbiamo stare sempre in allerta». «Con i 95 casi dell’Antoniano e i 52 nel resto della città, Lanciano conta 147 persone attualmente positive», dice il sindaco. «Ora nell’istituto il problema maggiore è la carenza di infermieri. Il dottor Tascione ha informato Asl e Ordine degli infermieri di questa urgenza per avere man forte e dare un cambio al personale rimasto e stremato dai turni. Per quanto riguarda i medici, ci sono delle disponibilità che verranno messe subito in campo». E a dare man forte c’è anche il direttore dell’istituto, padre Giancarlo Sboarina che lancia un appello all’unità: «Sono arrivato in un momento delicato», ricorda padre Giancarlo, «a settembre, quando le visite erano già centellinate e fatte con i tablet e la condivisione degli spazi, quella familiarità tipica di questo istituto, era rallentata da mascherine e camici. E invece sappiamo quanto siano importanti i contatti. Sappiamo che per i nostri ospiti, i nonnetti, come li chiamiamo in modo affettuoso, avere vicino la famiglia sarebbe la medicina migliore. E so che anche loro, i familiari, soffrono e provano rabbia per questa lontananza forzata. Voglio fare una esortazione: restiamo uniti, dobbiamo essere una comunità che si fa sentire vicina a chi cerca di combattere questo nemico. Serve un sostegno morale, una preghiera. Evitiamo polemiche e processi che non fanno bene a nessuno, né dentro né fuori della struttura, poi si vedrà. Restiamo uniti».
IL COMPRENSORIO Aumentano i contagi che arrivano anche in comuni finora integri: Rocca San Giovanni con due casi, Civitaluparella, un ragazzo asintomatico che si è messo isolamento volontario dal 1° novembre, Pietraferrazzana con un caso, Treglio con tre casi, ossia una famiglia con un bimbo che frequenta l’asilo che per questo è stato chiuso. Salgono i contagi a Lama dei Peligni: 5 in più ieri (totale 7 positivi), tra cui un alunno delle medie. A Fossacesia i casi sono ora 23, 13 ad Altino, 12 a Casoli, 6 a Paglieta (tra cui due bimbi delle elementari) Gessopalena e San Vito, 5 a Castel Frentano e Perano, 4 a Roccascalegna, 3 a Palena, 2 a Bomba, Fara San Martino, Archi, Santa Maria Imbaro, e uno a Taranta Peligna. Atessa conta ora 27 positivi dopo la bella notizia della guarigione di 14 cittadini. (cr.la.)