Terzo morto per il Covid nella residenza anziani

La Don Bosco piange per un suo terzo ospite, positivo anche un altro operatore All’ospedale Bernabeo da stamattina riapre il Centro di procreazione assistita
ORTONA . Aumentano i contagi riferiti alla casa di riposo Don Bosco di Ortona e purtroppo si aggiorna anche il numero dei morti. Aveva 89 anni I.D.L., ospite della struttura allocata nell’ex Istituto salesiano: non ce l’ha fatta a sconfiggere il Covid che si è fatto strada all’interno della residenza, dove sono state contagiate complessivamente 44 persone. Una in più rispetto all’ultimo bollettino: un nuovo operatore, infatti, è risultato positivo. Pertanto il quadro generale è di 33 ospiti malati e 11 operatori. Tra gli stessi ospiti, purtroppo, tre di loro sono venuti a mancare. All’anziano 89enne deceduto nelle scorse ore e il cui ultimo saluto è previsto per domani pomeriggio, si aggiungono due donne, A.D.G. di 96 anni, e A.M.C. di 79.
Ad Ortona purtroppo la situazione continua a rimanere delicata. La Asl, infatti, ha reso noti i numeri relativi alle aree territoriali a maggiore diffusione dei contagi e, tra quelle che risultano più colpite, figurano i Comuni che fanno capo proprio al distretto sanitario di Ortona, con un tasso di incidenza di 1,9 ogni 100 abitanti. Interessante anche il dato sulla popolazione ortonese sottoposta a tampone, con percentuali che si attestano al 33%. «Non possiamo perdere i buoni risultati ottenuti in provincia di Chieti nelle ultime tre settimane con la calata dei contagi e non possiamo continuare a fare morti, che saranno anche più numerosi se durante le feste i comportamenti saranno disinvolti», ha commentato il direttore generale della Asl, Thomas Schael.
Stazionaria, invece, la situazione all’ospedale di Ortona. Non si registrano ulteriori criticità rispetto a quelle che abbiamo raccontato nei giorni scorsi con casi in Lungodegenza e persino al pronto soccorso e in Nefrologia. Per di più c’è una buona notizia. Da oggi, infatti, ripartono le attività all’interno del Centro di procreazione medicalmente assistita dopo la chiusura per il contagio di cinque operatori. Possono ripartire, quindi, i servizi in quello che è un autentico centro di eccellenza non solo territoriale, ma dell’intera zona del centrosud Italia.
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