«Testimoniamo i valori della Costituzione»

Guardiagrele. La cerimonia del 25 aprile a San Biase, Villa San Vincenzo, Comino e nel centro storico
GUARDIAGRELE . «Sì, forse la nostra democrazia non è perfetta, i principi della Costituzione sono ancora da concretizzare, pensiamo al lavoro). Piero Calamandrei riteneva che la Costituzione non è una macchina che va messa in moto e va avanti da sé, ma bisogna rimetterci dentro il combustibile…e cosa è questo combustibile? È il nostro impegno, quello di ognuno di noi a vivere e a testimoniare nel quotidiano i valori su cui si fonda e che sono i valori di tutti noi indistintamente al di là di ogni colore». Lo ha detto a conclusione del suo intervento per la Festa delle Liberazione in largo Brigata Maiella, il vicesindaco di Guardiagrele, Flora Bianco, nella manifestazione che, alla villa comunale, ha chiuso i quattro appuntamenti della giornata aperti con la deposizione di corone d’alloro a San Biase, Villa San Vincenzo e Comino, alla presenza delle autorità politiche e militari e delle associazioni combattentistiche, dei reduci e del volontariato.
«La pace mai come oggi in è pericolo», ha aggiunto il vicesindaco, «calpestata in tante parti del mondo, ma ora ne sentiamo l’alito più vicino perché sta accadendo nel cuore dell’Europa, sta accadendo dietro la nostra porta e siamo attoniti e spaventati e siamo anche increduli di fronte alla sconfitta della diplomazia e al successo delle armi. La libertà, poi, è come l’aria, ci si accorge quanto vale quando comincia a mancare... e anche qui c’è Calamadrei. E Sandro Pertini con quel suo “alla più perfetta delle dittature preferirò la più imperfetta delle democrazie”. Alla liberazione si associa la parola Resistenza e da noi la Brigata Maiella Cosa è la Resistenza? Cos’è la Brigata Maiella? Colpisce la coralità dell’impresa a cui parteciparono persone e famiglie intere di ogni ceto. Coscientemente, misero a rischio la loro vita, per dare rifugio e protezione, per vestire e sfamare coloro che cercavano la libertà. Divisero con loro il pane che non c’era. Fu questo», ha proseguito Bianco, «il terreno su cui nacque la Resistenza. Ma della Resistenza, delle guerre in genere, forse non mai abbastanza è d’obbligo ricordare le donne: il loro contributo di sangue alla Resistenza fu alto, il contributo di tante donne partigiane con il ruolo di staffette fu determinante, protagoniste attiva nella lotta contro il nazifascismo…oggi le donne ucraine che fuggono dagli orrori, non hanno parte attiva…ma tutte accomunate dalla sofferenza, dal desiderio di salvare i figli».
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