Tetto della casa a rischio crollo Il rientro forse tra due mesi

LANCIANO. Non rientreranno a casa prima di due mesi. È quanto emerso dal faccia a faccia tra il sindaco Mario Pupillo e alcuni residenti del palazzo storico di via Garibaldi sgomberato per ragioni di...
LANCIANO. Non rientreranno a casa prima di due mesi. È quanto emerso dal faccia a faccia tra il sindaco Mario Pupillo e alcuni residenti del palazzo storico di via Garibaldi sgomberato per ragioni di sicurezza - il rischio del crollo del tetto - venerdì scorso. Incontro chiesto dagli inquilini e accordato dal primo cittadino per fare chiarezza, capire modalità dell’intervento, se semplice messa in sicurezza o rifacimento del tetto, costi e tempi. Le 6 famiglie evacuate sono alloggiate in hotel o da parenti, una situazione di emergenza ma anche di disagio perché ci sono bambini, anziani e diversamente abili tra di loro e soprattutto perché è sempre drammatico dover lasciare la propria casa.
«Domani sapremo con maggiore precisione tempi e costi dell’intervento», dice il sindaco Pupillo, «se il lavoro non sarà molto impegnativo e potremmo fare una messa in sicurezza, con dei sostegni alle travi lesionate, allora in tempi ragionevoli si potrà tornare a casa, ma se il danno è molto più grave la procedura sarà lunga e complessa (c’è anche la Sovrintendenza da coinvolgere, ndc) si dovrà fare una progettazione magari esterna, allora di tempo ne passerà di più. Di certo non prima di due mesi si rientrerà in casa».
In realtà questa mattina i residenti hanno il permesso, accompagnati, di poter tornare almeno per mezz’ora per recuperare indumenti e oggetti non presi venerdì per la fretta.
Intanto sullo sgombero interviene anche la sezione Asia - Associazione inquilini e abitanti - dell’Usb che da mesi denuncia l’assenza di investimenti adeguati per l’edilizia residenziale pubblica. «I residenti dei palazzi popolari, sia Ater che comunali», dice Marco Iasci, di Asia, «lamentano problemi strutturali degli edifici anche gravi a causa della mancata manutenzione. Non ci interessa impelagarci in alcuna polemica politica vogliamo che il consiglio comunale si metta in moto attraverso tutti i canali istituzionali per la messa in sicurezza dei palazzi di proprietà pubblica, nei quali vivono migliaia di persone».
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