Tetto in amianto nel palazzo Asl, affidati i lavori per la rimozione

A 6 anni dalle prime proteste al via le opere per togliere l’eternit dal tetto del Centro di salute mentale Il sindaco Ferrara: «Felici che il problema venga risolto anche se a distanza di tempo dalla denuncia»
CHIETI. Con un finanziamento di oltre 652mila euro, la Asl provvederà a smantellare in tetto in eternit dell'edificio che ospita il Centro di salute mentale, in viale Amendola. Era il mese di novembre 2016 quando gli inquilini di un condominio della centralissima strada lanciarono una crociata contro il tetto di amianto dell'edificio di proprietà della Asl. Federico Gallucci, portavoce dei condomini del palazzo al civico 41, che si trova proprio a fianco della struttura sanitaria, trovò una sponda all'interno del consiglio comunale nell'allora consigliere d'opposizione Diego Ferrara, che preparò subito una mozione per chiedere lo smantellamento della copertura in amianto.
«Ci sembrava paradossale», dice il sindaco Ferrara, «che la Asl, autorità che detta le regole per la rimozione del pericolosissimo materiale, possedesse un edificio con una larga copertura in eternit e non mettesse in regola prima di tutto se stessa». La battaglia contro l'amianto trovò una, seppur temporanea, vittoria: sette mesi dopo la Asl decise, infatti, di avviare le operazione per "inscatolare" l'eternit, ricoprendolo con un materiale perché non potesse nuocere alla salute pubblica. Si trattava, però, di una soluzione tampone. Perché con gli anni il rivestimento si sarebbe deteriorato e dunque, prima o poi, il tetto in amianto andava definitivamente smantellato.
Sono passati oltre sei anni, ma adesso sembra che l'operazione potrà essere portata a termine. I fondi sono stati trovati grazie a un finanziamento regionale. A dicembre 2021, infatti, la Regione ha emesso un bando per assegnare finanziamenti per la rimozione dell'amianto. Sei mesi dopo è stata approvata la graduatoria degli interventi finanziabili, tra cui quello teatino. Un mese dopo l'uscita della graduatoria è arrivato il progetto di fattibilità, c’è voluto un altro mese per preparare quello definitivo, mentre quello esecutivo è arrivato a dicembre scorso. L'affidamento delle opere è stato fatto "in via d'urgenza", attraverso una "procedura negoziata, senza previa pubblicazione del bando", proprio per fare in fretta. I lavori sono stati affidati alla società specializzata Avr spa che ha sede a Roma. La procedura si è chiusa lo scorso 30 dicembre, appena in tempo per non perdere il finanziamento regionale che sarebbe tornato indietro se l'iter non si fosse concluso entro l'anno.
«Siamo molto contenti», dice Ferrara, «che questa problematica possa essere finalmente risolta, seppure a distanza di anni dalla nostra denuncia».
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