Thales, i lavoratori sfidano il colosso

7 Aprile 2016

Decisi a disertare l’incontro al Mise dell’11 aprile dopo che i francesi hanno snobbato Chieti con una “letterina”

CHIETI. Sindacati e lavoratori Thales non arretrano. Anzi mostrano i denti e annunciano di voler disertare il prossimo incontro ministeriale fissato per l’11 aprile. È la risposta “netta, forte e chiara” alla “piccola” missiva del management francese che ha rifiutato di incontrare una delegazione dello stabilimento teatino. E dunque, se i francesi non vogliono parlare con i teatini, questi non si siederanno al tavolo con i soliti noti, vale a dire il vertice italiano dell’azienda.

La decisione, dura e decisa, di disertare l’incontro al Ministero dello sviluppo economico è stata presa ieri dall’assemblea dei lavoratori, alla presenza di Davide Labbrozzi della Fiom Cgil e dei tre rsu, Simone Di Nisio, Mario Pierdomenico (entrambi Fiom) e Carlo Caprari (Uilm). L’assemblea dei lavoratori è partita ieri alle 16 appena dopo l’incontro con il Comitato cittadino per la salvaguardia e rilancio della città di Chieti, presieduto da Giampiero Perrotti. Il Comitato, che si è distinto per le oltre 8000 firme raccolte per lo spostamento alla villa comunale della biblioteca provinciale De Meis, adesso scende in difesa anche del patrimonio non solo di posti di lavoro ma anche e soprattutto di capacità di ricerca del territorio. E perciò si stringe attorno a Thales Chieti e fa sua la battaglia contro lo “spezzatino”, vale a dire lo smembramento del sito industriale, portata avanti dai 96 lavoratori.

«Il Comitato», ha detto Perrotti, «fa proprie le parole giuste e sferzanti dell’arcivescovo monsignor Bruno Forte che ha condannato le logiche perverse delle delocalizzazioni da parte di aziende che, tra l’altro, hanno goduto di contributi pubblici. Una decisione, quella della Thales, che oltre a penalizzare gravemente sul piano personale quanti sono stati, e sono, gli artefici dei successi di una fabbrica che ha raggiunto livelli di eccellenza anche in campo internazionale, costituirebbe un danno inaccettabile per l’economia e la cultura industriale di Chieti».

Ha preso la parola anche Cinzia Di Vincenzo che ha ricordato proprio la battaglia per la biblioteca provinciale che, nonostante sembrasse così ardua all’inizio, ora sta per raggiungere un pieno successo. «Partendo da poche forze», ha detto la Di Vincenzo, «siamo riusciti a coinvolgere la città. Questa modalità utilizzata e ora anche la vostra e anche voi potrete cogliere risultati che, come per noi all’inizio, sembravano molto difficile». Ha parlato infine Giustino Zulli che, da ex segretario regionale della Cgil, ha auspicato una grande manifestazione di piazza che coinvolga tutti.