Thales, riuscito lo sciopero contro l’ipotesi chiusura

30 Gennaio 2015

Davanti alla prefettura i lavoratori incassano la solidarietà di Rocco De Marinis D’Alfonso e Lolli hanno chiesto un incontro con la dirigenza aziendale italiana

CHIETI. I dipendenti Thales incassano la solidarietà del prefetto Fulvio Rocco de Marinis e l’impegno formale a far sì che il rischio chiusura venga scongiurato. Il risultato, più che positivo, della mattinata di sciopero di ieri con tanto di presidio davanti alla Prefettura, anche se nessuno si illude sul fatto che la decisione sul loro futuro spetta solo ai vertici della società appartenente alla multinazionale francese con 67 mila dipendenti sparsi in 56 nazioni e un volume di affari di circa 14 miliardi di euro. Il pressing istituzionale e politico sulla dirigenza di Thales Italia è, però, l’unica arma rimasta a loro disposizione per evitare la chiusura dello stabilimento di via Mattei, scampolo di quel fiorente polo elettronico che contava circa 700 addetti all’inizio degli anni ’90. É proprio sull’occupazione ora lavoratori e sindacati fanno leva per chiedere un sostegno, non solo formale, alla loro causa, di fronte a una Val Pescara che da “valle della rinascita” è diventata un cimitero industriale. Che il sostegno politico sia più che fondamentale in uno scenario dai contorni fumosi è dimostrato anche dal fatto che, almeno a stare ai sindacati, il sito scalino non sia affatto in crisi di commesse.

IL PIANO DI SMANTELLAMENTO Voci ufficiose parlano di un piano di smantellamento già pronto. Sarebbe stato anche calcolato l’esborso economico per chiudere il sito scalino: una operazione che verrebbe a costare tra i 10 e i 15 milioni di euro. Il piano è in fase di valutazione per capire se, a livello di analisi costi-benefici, ne valga davvero la pena.

LA THALES OGGI Il sito produttivo teatino impiega oggi un centinaio di persone. Si tratta per la maggior parte di lavoratori fortemente specializzati nel campo dei sistemi elettronici e di comunicazione. L’insediamento scalino fa parte dei quattro siti italiani appartenenti a Thales Italia che dà lavoro nel complesso a circa 520 persone. Le quattro fabbriche si trovano a Gorgonzola, vicino Milano, che impiega 170 addetti, a Sesto Fiorentino, nei pressi di Firenze, con circa 200 dipendenti, a Roma dove c’è la sede commerciale con circa 50 lavoratori e, infine, a Chieti. Il gruppo multinazionale Thales nel nostro paese non possiede solo Thales Italia ma anche Thales Alenia Space e Telespazio in join venture con Finmeccanica.

IL RISCHIO CHIUSURA Thales Italia ha deciso di mettere mano a un piano di ristrutturazione aziendale che apre orizzonti oscuri per Chieti. «Le voci su una ipotesi di chiusura vengono sempre più confermate dai fatti», dice Carlo Caprani della rsu, «crediamo che si stia organizzando un trasferimento a favore della sede fiorentina. Da anni vediamo che la dirigenza non investe più nel nostro sito industriale: non si fa un’adeguata attività di manutenzione, non vengono rinnovate le attrezzature tecniche, quasi azzerati gli stage, le forze nuove vengono anzi incentivate ad andare via e non si hanno più rapporti con il mondo universitario per individuare nuova forza lavoro».

Insomma, secondo i sindacati, c’è una serie di elementi per arrivare a pensare in maniera fondata che Thales Italia voglia disinvestire in Abruzzo, anche perché non si è mai assistito a un forte radicamento sul territorio di questo tipo di realtà industriale, e, in questo caso, il mea culpa andrebbe fatto a livello generale.

LE MOSSE DELLA REGIONE Sia il presidente della Regione Luciano D’Alfonso che il suo vice, Giovanni Lolli, stanno seguendo da vicino la vicenda. La scorsa settimana Lolli ha incontrato i sindacati nella sede pescarese della Regione e ha detto di aver chiesto un incontro ai vertici aziendali, compreso il ghota internazionale. Lavoratori e sindacati attendono ora di vedere se almeno la dirigenza italiana decida di sedersi al tavolo della Regione, in caso contrario promettono forme di protesta ancora più forti dello sciopero di ieri.

Arianna Iannotti