Theate Center, la frana fa paura ma il cantiere rimane bloccato

Il Comune: «Ci sono problemi tecnici, occorre una variante. Aspettiamo il via libera del Genio civile» La precedente amministrazione aveva avviato i lavori da 1,3 milioni parlando di «rischio elevato»
CHIETI. Stop al cantiere per risanare la frana al Theate Center. I lavori da 1.370.000 euro, affidati alla ditta Coes di Catanzaro, si sono fermati a causa di problemi geotecnici, legati cioè alle caratteristiche del terreno che sta scivolando a valle, nel versante occidentale della città in direzione del Theate Center. Sarà necessaria una variante del progetto iniziale per far ripartire le opere, e intanto il tempo passa e il rischio aumenta. La frana fa paura. La precedente amministrazione, nell’avviare finalmente i lavori a fine dicembre 2019, parlava del dissesto idrogeologico di quel versante collinare come «a rischio elevato».
I residenti ricordando ancora il crollo, avvenuto nel maggio del 2004, del muro di contenimento a ridosso del centro direzionale. L’intervento, finanziato dalla Regione attraverso il Fondo di coesione sociale, è stato appaltato il 30 settembre 2019 e i lavori sono partiti il 18 dicembre 2019. Sarebbero dovuti durare 240 giorni, vale a dire 8 mesi. Anche tenuto conto dei rallentamenti dovuti all’emergenza sanitaria da Covid, le opere sarebbero dovute terminare entro il 2020. Invece, non solo non sono state finite, ma il cantiere è fermo.
«Su quest’opera siamo in ritardo», dice l’assessore ai lavori pubblici Stefano Rispoli, «i lavori sono fermi perché ci sono stati problemi con le prove geotecniche che hanno determinato un approfondimento diagnostico dei risultati da parte del geologo incaricato. Dobbiamo approvare una perizia di variante voluta dal Genio civile, non appena ci vengono rimessi i documenti». E dunque il Comune non può muoversi finché non arriva il via libera del Genio civile. I lavori prevedono il consolidamento dell’area con la realizzazione di un sistema di pali in cemento armato come sostegno per i fabbricati a monte del movimento franoso, su via delle Fornaci e lungo la stessa strada.
Il progetto prevede che la scarpata venga ricoperta da una speciale rete in modo da evitare slittamenti a valle e proteggere in questa maniera gli edifici che si trovano al Theate Center e lungo la collina. È inoltre in programma anche il ripristino del sistema di raccolta e smaltimento delle acque sul pendio. Lo slittamento a valle della collina, infatti, è sicuramente da mettere in correlazione con il problema di dispersione idrica di cui soffre l’intera città, visto che, da rilevazioni Istat, l’acquedotto teatino perde oltre il 70% dell’acqua che viene immessa nelle reti.

