Tiberina Sangro, positivo un altro operaio: è sciopero

Gruppo di lavoratori protesta davanti ai cancelli: serve più chiarezza dall’azienda Un contagio anche alla Sevel, scattano i protocolli di sicurezza e la sanificazione
ATESSA. Secondo caso di Covid alla Tiberina Sangro e scatta lo sciopero di alcuni dipendenti, che ieri mattina hanno protestato davanti ai cancelli contro l’atteggiamento della direzione aziendale. «Si è immediatamente scatenato il panico in fabbrica», racconta Achille Di Sciullo, della Uilm, «dal momento che si era sparsa la voce, poi risultata infondata, che una persona che generalmente viaggiava in auto con l’operaio risultato positivo, era stata fatta entrare al lavoro senza essere sottoposta a isolamento o tampone. Voci e panico si diffondono perché dall’inizio (il primo caso era stato segnalato lo scorso 13 ottobre ndc), la direzione non ha avuto un atteggiamento chiaro e trasparente nei confronti di una situazione delicatissima come quella dei contagi da Covid-19. Una scelta inspiegabile e pericolosa che non solo nuoce alla serenità dei dipendenti e all’organizzazione del lavoro, ma che rischia di ripercuotersi anche sul cliente finale, cioè Fca».
Ed è risultato positivo ieri anche un lavoratore Sevel, la mega fabbrica da oltre 6.500 dipendenti per la costruzione di veicoli commerciali leggeri. L’uomo si è recato al lavoro fino a giovedì, poi ha probabilmente contattato di sua iniziativa il suo medico curante per sottoporsi a tampone che è risultato positivo. Immediata l’attivazione del protocollo di sicurezza. Il responsabile servizio prevenzione e protezione (rspp) ha comunicato ai rappresentanti per la sicurezza sul lavoro (rls) l’esito positivo del tampone del lavoratore del turno di notte, ute 1 montaggio che lavora da solo per un raggio di 5 metri. Le officine sono state sanificate la domenica e nella pausa mensa è stata sanificata l’area dove lo stesso lavoratore svolgeva la sua attività.
Nella ricostruzione dei contatti stretti è emerso che l’operaio viaggiava in macchina con un altro lavoratore di finizione, nel tragitto casa/lavoro e viceversa. Il collega è stato rintracciato, informato ed invitato ad effettuare il tampone nel drive in di Ortona. In attesa di responso resterà in isolamento domiciliare. «Paradossalmente», commenta Nicola Manzi, segretario Uilm, Chieti-Pescara, «si è più sicuri in Sevel che altrove, visto che i protocolli sono rigidissimi e scattano immediatamente». «Nessun allarmismo», chiosa Gianluca Gagliardi, Fismic, «Sevel ha dimostrato ancora una volta che il protocollo di sicurezza tiene ed è efficace».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

