Tiberio: stato di calamità per il commercio teatino

15 Dicembre 2016

La presidente provinciale di Confcommercio suona la sveglia alla Regione «Il Natale 2016 segna la crisi più profonda vissuta dal dopoguerra a oggi»

CHIETI.

«Chiediamo alla Regione lo stato di calamità commerciale». Agguerrita più che mai la presidente provinciale di Confcommercio, Marisa Tiberio, raccoglie le poche forze rimaste dei commercianti cittadini per scendere in protesta e chiedere un intervento specifico della Regione a sostegno degli esercenti. «Di fronte alla città sempre più vuota, ai centri commerciali che spuntano come funghi, a cominciare da quello di via Pescara che ha appena aperto ai battenti, per continuare con Megalò 2, Confcommercio serra i ranghi e organizza il dissenso. E questa volta», minaccia Tiberio,«non ci accontenteremo di organizzare una serrata, come abbiamo fatto lo scorso anno, ma siamo pronti a manifestazioni molto più radical».

I dati sono tutti drammaticamente in calo. Al 30 settembre 2016 gli studi della Camera di commercio di Chieti attestavano il settore commerciale in calo del 2,5% in provincia e del 2,6% nel solo capoluogo teatino. «I nuovi centri commerciali appena aperti o da aprire a breve ci daranno il colpo di grazi», sentenzia la presidente Tiberio. Secondo i dati del Ministero dello sviluppo economico e della Camera di commercio teatina, la superficie della grande distribuzione a Chieti è aumentata di 65.856 metri quadrati, «dato in valore assoluto assai vicino a quello registrato a Milano, nonostante l’evidente differenza territoriale e demografica dei due centri», sottolinea la presidente di Confcommercio citando la risposta alla interrogazione proposta qualche mese fa dall’onorevole Fabrizio Di Stefano sulle proporzioni della grande distribuzione in città. Una risposta, quella a firma del sottosegretario al Ministero dello sviluppo economico Ivan Scalfarotto, che non ha soddisfatto Confcommercio, «anche se ci ha dato indicazioni preziose, laddove dice che le maggiori competenze in tema di grande distribuzione non sono nelle mani delle Regioni».

Ed è dunque questo il motivo per la Tiberio intende sottoporre la questione all’attenzione della Regione, che in questi giorni deve rilasciare anche il parere della commissione di Via sulla realizzazione di Megalò 2.

«Bene fanno gli ambientalisti a porre i problemi relativi all’impatto ambientale del nuovo centro commerciale», dice la Tiberio, «ma va posto con forza alla Regione anche il tema dell’impatto sociale ed economico del nuovo intervento ed è questo quello che vogliamo fare appunto noi. Ci saranno famiglie che finiranno sul lastrico. Dalla Regione non possono far finta di nulla e voltare la testa dall’altra parte». I primi giorni di festività natalizia non hanno fatto prevedere nulla di buono in città. «Chieti vive una crisi nella crisi», conclude Tiberio, «le prime due settimane del mese dedicato al Natale già ci fanno capire che, una volta tirate le somme, questo sarà il peggiore dal punto di vista economico vissuto dal dopoguerra ad oggi». (a.i.)