Tonfo del mercato del cibo «Va rilanciato e non tolto»

9 Gennaio 2021

Lanciano. Presenti in media 6 operatori su 13 e scarsa risposta degli acquirenti Ma ambulanti e sindacati ne chiedono la conferma. Oggi bancarelle in centro 

LANCIANO. Sei operatori presenti in media su tredici e scarso riscontro da parte degli acquirenti. I numeri delineano un flop per la sperimentazione del settore alimentare e fiori tra le bancarelle degli ambulanti che oggi, dopo diversi stop, tornano in piazza Unità d’Italia. Una novità che avrebbe dovuto risollevare le sorti del mercato del sabato, il secondo più grande della regione ma da anni in crisi. Ambulanti e associazioni di categoria però non demordono e chiedono al Comune di confermare e rilanciare i prodotti alimentari accanto alle bancarelle di vestiti, scarpe e casalinghi.
Partita nel dicembre 2019, la sperimentazione del “food” nel mercato settimanale del sabato, chiesta a gran voce dagli stessi ambulanti, avrebbe dovuto rilanciare le sorti del mercato di piazza Unità d’Italia, che da anni vive un’emorragia di clienti e venditori. Dopo pochi mesi l’innovazione ha, però, dovuto fare i conti con il Covid-19 e il conseguente lockdown, che ha messo in ginocchio l’intero commercio.
Dopo quasi due mesi di stop forzato (zona rossa dal 18 novembre con la sola parentesi del weekend prima di Natale), il mercato del sabato torna questa mattina in centro. La sperimentazione della vendita di cibo in 13 posteggi è terminata ad ottobre ed è stata analizzata dal settore Affari generali del Comune, che ha condotto un’indagine di gradimento sulla soddisfazione dell’utenza e degli operatori commerciali. Dall’analisi è emerso che, sebbene una larga maggioranza (84,21%) degli operatori si sia dichiarata favorevole all’inserimento dei prodotti alimentari e fiori nel mercato, tuttavia il 65,78% degli intervistati non ha riscontrato un maggior afflusso di acquirenti e un incremento delle entrate. La percentuale di partecipazione media dei concessionari di posteggi sperimentali, inoltre, stenta a raggiungere la metà dei 13 operatori, attestandosi al 49,18%, pari a soli 6 operatori presenti in media nelle 33 giornate mercatali. Tra gli utenti del mercato il 56,93% è favorevole all’inserimento del cibo nel mercato, tuttavia il 56,94% ha dichiarato di non aver mai acquistato tale merce, a fronte del 12,30% che invece compra settimanalmente i prodotti alimentari.
Alla luce di questi dati per l’assessorato alle attività produttive «la riorganizzazione sperimentale dell’area mercatale di piazza Unità d’Italia si è rivelata non idonea a risollevare le sorti del mercato del sabato». «Stiamo pensando di rimettere a bando i 13 posteggi», dice l’assessore Patrizia Bomba, «per non privare di posti gli “spuntisti”. Ma al momento è un’ipotesi, finora il Covid ha dettato altre priorità e siamo in attesa di sapere cosa succederà dopo il 15». «Chiediamo al Comune di fare un altro tentativo», è l’appello di Romano De Florio, ambulante e responsabile Anva Confesercenti Lanciano, «l’inserimento del “food” era una prova, ma è partita male. Innanzitutto ha pesato il Covid. Poi i banchi alimentari avrebbero dovuto essere tutti vicini e, come accade in tutti i mercati d’Italia, deve essere presente anche l’ortofrutta (esclusa per non danneggiare il mercato di piazza Garibaldi, ndc)».
«Il settore alimentare va mantenuto e stabilizzato», rincara Viviana Natale, direttore di Confesercenti Lanciano, «è vero che molti operatori non sono stati sempre presenti, ma si poteva scorrere la graduatoria e sostituirli. Serve una ristrutturazione generale del mercato del sabato, ma all’interno di questa il progetto del “food” va rilanciato e reso definitivo. Chiederemo un incontro all’assessore Bomba per affrontare la questione».
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