Topolini uccisi in laboratorio La Procura chiude l’inchiesta

Santa Maria Imbaro, attese le decisioni del pm sulle eventuali responsabilità del Negri Sud Il direttore amministrativo Pagliani: «No comment». La Lav: «Ci sono elementi di prova»
LANCIANO. La Procura di Lanciano ha chiuso le indagini sull’uccisione dei topi da laboratorio nello stabulario dell’istituto Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro. A dare il via all’inchiesta e a comunicare la fine delle indagini è la Lav, Lega antivivisezione. Il reato contestato è l’“uccisione non necessitata di animali”, prevista dall’articolo 544 bis del codice penale). Secondo alcune indiscrezioni si ipotizza anche la richieta di rinvio a giudizio degli accusati.
I fatti risalgono all’aprile scorso quando l’istituto di ricerca scientifica, biomedica e farmacologica, nel pieno di una pesantissima crisi finanziaria, era balzato sulle cronache per aver dovuto sopprimere centinaia di cavie da laboratorio a causa dell’impossibilità di sostenere i costi altissimi dello stabulario. In seguito alla chiusura di uno dei laboratori del Negri Sud, lo stabulario, costituito essenzialmente da roditori utilizzati per la ricerca tra cui quella sul cancro, era rimasto viavia sprovvisto di personale e di attività. La procedura di soppressione dei topi rimasti, dopo il trasferimento di diverse decine di animali in un altro istituto di ricerca di Bari, era stata affrontata dai responsabili dell’istituto come l’unica scelta possibile. Di qui l’ira delle associazioni animaliste tra cui Animalisti Italiani, Enpa e Lav, che ha sporto denuncia.
Lo scorso agosto la Forestale ha anche sequestrato 57 cavie su ordine del Gip del tribunale di Lanciano su richiesta della Procura frentana. «Esprimiamo la nostra soddisfazione per la decisione della Procura che in quattro mesi ha raccolto elementi di prova a carico del Negri Sud», dichiara la Lav, «dopo la denuncia, lo scorso 1° agosto, la Lav aveva ottenuto la custodia di 49 topi, che aveva provveduto a trasferire in una struttura idonea a garantire loro cure a assistenza medico veterinaria adeguate. Siamo lieti che i topi vengano ora portati alla “Collina dei Conigli” in Lombardia», prosegue l’associazione, «un centro che garantirà loro lo stesso livello di cure fisiche e comportamentali ricevute finora. La vicenda rappresenta solo la punta dell’iceberg, perché ispirata dalle dichiarazioni pubbliche del Negri Sud in relazione al trattamento di alcuni animali. Possiamo solo immaginare, invece, come l’uccisione di questi animali sia una prassi del sistema-vivisezione e quante siano le procedure di cui non ci viene detto nulla, e la cui potenziale violazione di legge non viene a galla per l’assenza di adeguati controlli».
Raggiunto al telefono, il direttore amministrativo dell’istituto frentano, Tommaso Pagliani, si trincera dietro il no comment. Intanto si attende a giorni la decisione del prefetto sulla liquidazione e dismissione del prestigioso centro ricerche a causa di problemi finanziari.
Daria De Laurentiis
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