Torna l’Infiorata dopo due anni: benedizione di Forte dal balcone

L’arcivescovo con il Covid si affaccia dalla Curia e parla ai fedeli incantati dal tappeto di fiori sul Corso: «Vivo questi giorni nella preghiera, ma ricevo anche tanti messaggi e testimonianze di affetto»
CHIETI. «È proprio bello vedervi. È proprio bello abbracciarvi nella lode e nella preghiera». È un abbraccio simbolico quello di cui parla l’arcivescovo Bruno Forte che, ancora positivo al Covid, è costretto a rinunciare alla processione del Corpus Domini. Si affaccia dal balcone della sede arcivescovile in piazza Valignani e benedice la processione. Parla ai fedeli anche delle sue condizioni di salute che non sono preoccupanti, solo un raffreddore, ma che hanno comunque impensierito l’arcivescovo: «Sono stati giorni», dice, «in cui ho ricevuto tantissimi messaggi, lettere, email, telefonate. E soprattutto mi ha accompagnato tanta preghiera. Credetemi, mai così intensamente ho vissuto il Corpus Domini». Ringrazia poi quanti hanno contribuito a realizzare l’Infiorata, il tappeto di fiori che sin dalla mattina le parrocchie e le associazioni hanno pazientemente composto. Un grande quadro colorato lungo corso Marrucino, dalla Trinità a piazza Valignani, scomposto solo dal passaggio della processione. Monsignor Forte chiede anche un applauso per chi si è dato da fare per riproporre l’Infiorata stessa: «Sembrava che non si potesse fare, poi grazie all’impegno e al sacrificio di tanti si è riusciti. Purtroppo non l’ho potuta vedere, ma mi dicono che è bella».
Tornata dopo due anni di stop a causa della pandemia, l'Infiorata del Corpus Domini, con la processione eucaristica lungo corso Marrucino è stata curata dal Gruppo Cisom dell’Ordine di Malta, dalla Pro loco Luca Romano e dalla Curia arcivescovile, con l’aiuto delle associazioni dei carabinieri e degli alpini. Quest’anno il Comune non ha potuto sostenere economicamente la manifestazione, limitandosi a un supporto logistico, ma le parrocchie e la curia arcivescovile si sono autotassate per far sì che potesse tornare a farsi. La processione è stata guidata dal parroco del Tricalle, don Michele Panissa, che ha seguito da vicino tutti i dettagli dell’organizzazione.
I quadri sono stati 15: sono stati realizzati con 20mila garofani bianchi, rossi e gialli e il verde è stato messo a disposizione dal Comune, attraverso lo sfalcio dell’erba. Il primo quadro è stato curato della parrocchia Trinità di don Claudio Pellegrini; il secondo dagli scout Chieti 1 Santissima Trinità; il terzo è stato realizzato dalla confraternita Madonna della Vittoria; il quarto dal Volontariato vincenziano del centro Santa Luisa e dai Focolarini; il quinto dall’Ordine francescano secolare di San Francesco al Corso; il sesto dalla parrocchia San Martino del parroco don Sabatino Fioriti e da Comunione e liberazione; il settimo dal Cisom Ordine di Malta; l’ottavo dalla parrocchia Madonna degli Angeli di don Roberto Miccoli; il nono da quella di Sant’Anna di don Domenico Melchiorre; il decimo dall’Unitalsi; l’undicesimo dall'Azione cattolica Santi XII Apostoli; il dodicesimo dall’associazione M.C.L Santa Filomena; il tredicesimo dalla Comunidad Hispanica Gruppo Maria rinnovamento dello spirito; il quattordicesimo dall’arciconfraternita Madonna della Cintura e infine il quindicesimo, il più grande in piazza Valignani, dalla parrocchia del Tricalle di don Michele Panissa con il gruppo Masci Ch2 e Agesci Ch4.

