Torrebruna, sindaco rapinata nella sua casa con l'anestetico

13 Maggio 2016

I malviventi sono entrati dal garage poi hanno forzato la porta d’ingresso dell’abitazione. lI sindaco Lella: hanno preso 500 euro dal comodino ma non mi sono accorta di nulla

TORREBRUNA. Un risveglio amaro quello di ieri per il sindaco Cristina Lella. L'appartamento del primo cittadino è stato visitato dai ladri mentre la donna, il marito e le due figlie dormivano. Per entrare nell'abitazione la gang ha smontato il cilindro della porta basculante del garage della palazzina in cui abitano la famiglia del sindaco (al secondo piano) e quella della suocera( l primo piano).

Una volta entrati nel condominio i ladri sono saliti al secondo piano, hanno aperto la porta d'ingresso con un passe partout, hanno quindi spruzzato una sostanza soporifera nelle stanze e hanno rubato indisturbati 500 euro in contanti, diversi oggetti d'oro e un pc all'interno del quale ci sono programmi di lavoro molto importanti. La banda ha rubato i soldi che erano nel portafoglio della donna senza prendere i documenti. Poi i malviventi sono stati disturbati dal risveglio della suocera di Cristina Lella e sono fuggiti senza poter prendere le chiavi della macchina. Non solo. Poco prima di essere scoperti avevano provato a rubare anche casa di un vicino di Cristina Lella. Il tentativo è fallito. Il risveglio del sindaco e della sua famiglia è stato brusco.

«Siamo stati svegliati alle 3 da mia suocera che ha sentito dei rumori e si è insospettita. Purtroppo i suoi sospetti erano fondati. Ho avuto i ladri a pochi centimetri dal letto ma non ho sentito nulla», riflette Cristina Lella. «Il pensiero che i ladri abbiano passeggiato per casa e nella mia camera da letto mentre le mie bambine dormivano nella stanza accanto mi atterrisce», dice il primo cittadino. Pare che i ladri fossero due. Hanno atteso che si spegnessero le luci di casa (il sindaco si è coricata all'1,30) e sono entrati in azione. Hanno girovagato per le stanze e controllato ovunque.

Poi si sono impossessati dei contanti e del computer del sindaco. «In quel pc c'è tutto il mio lavoro», si rammarica la Lella. Il sindaco non è stata l'unica vittima dei raid ladreschi a Torrebruna. Contestualmente al furto in casa Lella , altri due giovani (non è escluso che facciano parte di un'unica banda) hanno tentato di rubare nel villino di un altro cittadino residente in via Trigno nella parte opposta del paese. Il figlio del padrone di casa però si è svegliato ed è sceso a controllare l'ingresso. Alla vista dell'uomo, i ladri (due giovani di circa 30 anni) sono fuggiti a piedi. Il ragazzo li ha rincorsi ma i due sono saliti sull'auto di un basista e si sono allontanati. I malviventi erano attrezzati, hanno studiato luoghi e abitudini delle vittime.

Nulla è stato lasciato al caso. In paese e in tutta la vallata del Trigno è tornata la paura. Ma è cresciuta anche la rabbia, l'esasperazione e la voglia di difendersi da soli.

«Qualcosa va fatta. Non possiamo aspettare che ci portino via tutto», è stato il commento condiviso dall'intera popolazione fatto da un'anziana.

Il sindaco di Torrebruna invita eventuali testimoni che possano aver visto i ladri in fuga a riferire ogni particolare ai carabinieri. Anche un solo indizio può rivelarsi prezioso per le indagini. L'anonimato è garantito.