Toschi, Savina e Legnini uomini simbolo di Chieti

1 Dicembre 2014

Serata al Circolo degli amici con il generale, il questore e il vice presidente del Csm Parlano della cultura della legalità e poi raccontano l’amore che li lega alla città

CHIETI. Sono i nostri inviati speciali nell’Italia che conta. Sono il numero due della Guardia di Finanza, il superpoliziotto che arrestò Brusca e l’avvocato che ha scalato la vetta del Consiglio superiore della magistratura. Chieti, sabato sera, li ha accolti, conosciuti, riconosciuti e premiati con una targa in una serata da ricordare organizzata dal Circolo degli Amici e dal suo giovane presidente Paolo De Cesare. Il tema dell’incontro era la cultura della legalità. Ma il generale di corpo d’armata, Giorgio Toschi, il questore di Milano, Luigi Savina e il vice capo del Csm, Giovanni Legnini, hanno mostrato il lato umano di chi sa mediare il potere con le proprie radici, punto di partenza e ritorno, vissute con amore e orgoglio. Così il generale di terza generazione che ha indagato sugli scandali del secolo, come il crac Parmalat, e che forma le nuove leve della Guardia di Finanza nell’impresa di perseguire la criminalità economica in anni di crisi, ha parlato del nuovo volto più umano del finanziere e dell’esistenza di una pressione fiscale che non dà scampo, elencando però i numeri dell’evasione di quei furbi che mandano ko i buoni propositi di risalire la corrente. Ma Toschi è ottimista. Invita a credere nella legalità e le istituzione. E la positività che l’accompagna gli viene dai ricordi della sua Chieti dove vive il papà, anch’egli generale di corpo d’armata come lo era il nonno. E’ difficile non provare emozione quando uno degli uomini al vertice delle Fiamme Gialle parla delle sue origini e gli brillano gli occhi davanti a una platea molto qualificata. Anche Savina ha regalato emozioni intense raccontando di Falcone e Borsellino e della gente di Palermo che l’accolse con gli applausi mentre con i suoi uomini portava Brusca ammanettato in questura. Non solo investigatore ma anche attento osservatore delle nuove dinamiche sociali che rischiano di sfociare in rivolta e rabbia, il questore ha dato la migliore definizione del concetto di legalità: quando ciascuno di noi sente come suo un pezzo di Stato. Garantire la certezza dell’esito dei processi, la riflessione di Legnini di fronte ad assoluzioni choc come i casi Eternit o Cucchi. E poi: troppa spending review può avere l’effetto di un boomerang. Ma non basterebbe una pagina intera per raccontare una serata che resterà nella piccola e grande storia della nostra Chieti.(l.c.)