Toto rettore, è corsa a sei Si accelera per il rinnovo

Le dimissioni di Di Ilio mettono in condizione Vacca di indire le elezioni a giugno La sfida è tra cinque direttori di dipartimento e un professore ordinario
CHIETI. Repentina accelerata nella corsa per il nuovo rettore dell’università D’Annunzio. Le dimissioni del rettore Carmine Di Ilio hanno messo il decano Michele Vacca in condizione di indire a breve le elezioni. Non si dovrà dunque attendere più il mese di novembre, ma si potrà votare già nel prossimo mese di giugno.
In sfida al momento ci sono cinque direttori di dipartimento e un professore ordinario: i direttori Sergio Caputi, Michele Rea, Stefano Trinchese, Paolo Fusero e Liborio Stuppia e il professore di Antropologia Luigi Capasso, l’uomo che, con la sua denuncia in procura, ha fatto saltare il banco.
Caputi, teatino di nascita e pescarese d’adozione, è il direttore del Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologiche, il più grande dell’università D’Annunzio, uno dei pezzi principali della ex facoltà di Medicina che, da sola, riusciva ad assicurare un terzo dei voti in campo. Caputi è arrivato nel 2001 alla guida di un dipartimento che aveva 20 docenti e che ora ne ha oltre 100. Dalla ex facoltà di Medicina arriva anche Stuppia, direttore del dipartimento di Psicologia, uno dei direttori di dipartimento più vicini all’ex vertice universitario, tanto da essere indicato da molti come il candidato del rettore Di Ilio e del direttore generale Filippo Del Vecchio. La dura lettera dei 13 direttori di dipartimento inviata al rettore a dicembre scorso, che inchiodava Di Ilio e Del Vecchio alle loro responsabilità, era però firmata anche da lui.
Chi ha protestato, invece, in maniera ferma, pur senza troppi clamori, contro alcuni aspetti della precedente gestione dell’ateneo è stato invece il direttore di Lettere Arti e Scienze sociali, Trinchese, che rappresenta il candidato dell’area umanistica. Dal blocco pescarese sono due i nomi emersi: il direttore di Economia, Rea, che ha esposto le sue idee per il rilancio dell’ateneo prima di ufficializzare compiutamente la candidatura, e il direttore di Architettura Fusero, che si è distinto per prese di posizioni dure e anche plateali nei confronti di rettore e dg, sia in Senato accademico che fuori. Suo, ad esempio, il flash mob a sostegno del sindacalista e senatore accademico sospeso per tre mesi dal lavoro (provvedimento ora bloccato) Goffredo De Carolis.
L’unico candidato che non dirige un dipartimento universitario (dirigeva però il Museo universitario) è Capasso, la persona che, depositando l’esposto in procura, ha portato all’apertura dell’inchiesta nell’ambito della quale il gip Antonella Redaelli ha interdetto per sei mesi il direttore generale Del Vecchio e il rettore Di Ilio che si è appena dimesso.
Arianna Iannotti

